FUFFABETO

C COME IL TUO NOME

C come il tuo nome

È passato poco tempo perchè tutto questo sia storia.
È successo troppo poco perchè “questo” sia davvero una storia da raccontare.
Troppo poco è stato ugualmente, non solo qualcosa, ma di certo abbastanza perchè quel po’ di tempo che resta, lo si passi raccontandolo.
Allora si dirà di come quella volta fu un caso creato dal sarcasmo del destino, pungentemente beffardo davanti al mio “basta pipo”.
Si andrà avanti cucendo episodi di occhi che si incrociano, pelli che si toccano, sudori che si mischiano, cuori che si sfiorano e che, resi nemici dalle paure, come poli opposti, si respingono.
Si ricamerà su quanto sia stato bello immaginarsi possibili, sedotti, questo è vero, dall’inconsistenza delle ipotesi.
‘Che alla fine si soffre per questo: per i non vissuti su cui si è fantasticato troppo.
Sarà ripensandoci che le gengive inizieranno di nuovo a fregarsi, facendo fuoco, finché la mente tornerà lì, davanti al riflesso di quel duo che si è arreso ancor prima di iniziare il gioco.
Arriverà il momento in cui le braci smetteranno di far fumo, il cuore si farà più leggero, il sorriso libero dal suo velo malinconico.
L’Amore spirerà ancora il suo fiato nel mio corpo e nel tuo, in direzioni opposte come avrebbe dovuto fare fin dal principio.
Così sarà più facile incontrarsi per le vie e far finta d’esser stati nessuno.

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