FUFFABETO

M COME MALEDIZIONE

M come Maledizione

Tutti abbiamo un anno zero che non coincide per forza con il giorno in cui siamo venuti al mondo.
Alle volte l’anno zero è più di uno, in nome di un certo numero di eventi che ribaltano tutte le precedenti prospettive.
Altre volte è un volto, un nome, uno sguardo dal quale non si è più capaci di tornare indietro.
Ne nasce, da certi incontri, una sorta di disabilità emotiva che incombe su diversi aspetti della vita, soprattutto quello dell’amore.
O almeno così sembra, volendo delineare l’argomento per contorni elementari…
L’idea d’amore viene così sporcata da voler sprecare ogni occasione d’incontrarla ancora, evitandola tenacemente, ‘che ormai fa davvero paura l’esservisi abbandonati una volta ed esserne stati tanto intrappolati, ingannati, abusati.
È un anno zero dal quale non si sa come ripartire.
È un anno zero che non sa come restarci alle spalle, inseguendo tutti i nostri giorni, come a voler per forza restare Presente.
Finché non ci s’accorge che abbiamo noi, tra pollice ed indice, le forbici per spezzarne il filo.
Per sempre.
Ma com’è che si vive, adesso, senza la paura?
Si vive con coraggio, signorina. ‘Che la felicità si costruisce sui lembi di un filo di antipodi.

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2 pensieri riguardo “FUFFABETO

  1. Buonasera Federica, l’anno zero non coincide mai con la nascita, l’espressione viene usata come sinonimo di spartiacque, un non ritorno e un nuovo inizio. Un evento di grande portata ha distrutto il vecchio modo di vivere e ora appunto si comincia da zero. Storicamente in Europa si identifica il 1945 come anno zero dopo la tragedia della guerra. Hanno fatto un film “Germania anno zero”.
    Nella vita personale se hai notato spesso sono gli eventi negativi a pesare maggiormente sul nostro equilibrio, più di quelli positivi. Non ricordiamo i successi che ci fanno andare avanti, ma gli insuccessi che ci rallentano. Non facciamo leva e non ringraziamo abbastanza le persone care ma rimuginiamo sull’unica persona che ci ha fatto soffrire. La delusione me la immagino come una piovra con i tentacoli che ci avvolgono, magari dolcemente e prende possesso di tutta te stessa, ti fa credere di essere in un luogo sicuro ma in realtà sei solo prigioniera di un rapporto di dipendenza che ti ottenebra i sensi. Lasciarsi tutto alle spalle, svegliarsi un giorno senza la memoria delle ferite ricevute si può perchè ogni giorno è un nuovo giorno. Siamo noi e soltanto noi che decidiamo come stare, come essere, se vestirci del sorriso luminoso o uscire già imbronciata. Vinci questa partita con una goleada del coraggio sulla paura. Tifo per te. Un abbraccio Danilo

    1. Calzantissima immagine quella della piovra, custodendo in sé molte sensazioni, costrizioni… A me va sempre di giocare! Avere compagni di squadra forti e di valore è essenziale per affrontare la partita nel modo migliore, a prescindere dal risultato. Vero è che si gioca per la vittoria e che anche la tribuna abbia un ruolo rilevante.
      Lavoro per migliorare la mia tecnica e il mio mindset cercando di trovare i migliori compagni possibili! Alla prossima

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