(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
VI.
Sara con l’H sei una stronza!
Ecco la sesta lezione a cui ho assistito.
Più che una lezione direi sia stato più un modulo da dodici crediti con esame orale alla fine dell’anno accademico senza pre appelli nel mezzo.
Diciamo che esistono tre diversi tipi di stereotipi: quelli influenzati dai nostri genitori, quelli che dilagano dalla società o quelli che sono il frutto delle nostre esperienze.
Così come accade che fin dalla giovane età si creino in noi avversioni particolari nei confronti di persone che portano un certo nome: in questo caso specifico Sara con l’H oppure Martina.
Con le seconde ci ho fatto un po’ pace, ma diciamo che meno ne conosco e meglio è.
L’epoca dei fatti ci riporta agli anni dall’asilo alle medie (un lungo sviluppo, me ne rendo conto).
Il mio carattere ben poco aveva a che fare con quello di adesso, anche se poi i tratti distintivi sono rimasti intatti anzi, si sono evoluti.
Alla fine volevo solo farmi voler bene ed essere accettata nel gruppo.
Vi risparmio le recrudescenze della storia ma non ometterò quanto spesso e volentieri finissi sola, esclusa e derisa.
Non dimenticherò il suo “Sei debole come uno spaghetto appena cotto” scritto su Whatsapp.
Piansi per me ma piansi anche per lei che a tredici anni suonati non sapeva che gli spaghetti appena cotti scottano di brutto… poverina!
Nel concreto ho imparato che attraiamo quello che siamo e da ragazzina ero parecchio insicura.
Questo non mi esime dal pensare tuttora che Sara con l’H sia una vera stronza!

Buonasera Federica,
Innanzitutto buona Pasqua e mi chiedo chissà se sei tornata in famiglia o sei rimasta nella tua nuova città a passare la festa e prendere confidenza con le vie e le persone. Mi chiedo anche se hai frequentato l’università e quale facoltà ti interessava.
Il tuo racconto si adatta bene alla chiamata finale, all’ultima possibilità e terminata quella in maniera negativa lo studente viene estromesso dalla facoltà delle amicizie. Tanto chiare quanto taglienti nel profondo dell’animo sono le sue azioni che mirano a svilire e mortificare l’altro.
Sono perfettamente d’accordo con te sulle origini degli stereotipi, l’ambiente, le persone e noi stessi forgiamo le impressioni e i giudizi sugli altri e sul mondo e l’inizio dei problemi adolescenziali deriva in parte dalla messa in discussione dei valori e delle opinioni di genitori e società.
Purtroppo i bambini o i ragazzini sanno essere a volte crudeli con i loro coetanei, con quelli magari più sensibili di altri, più timidi o anche con meno possibilità economiche con uno schema di comportamento simile in ogni epoca: fare gruppo fra simili con stessi interessi e passioni e tale gruppo rimane chiuso per i nuovi arrivati. Regola ferrea rimane avanzare sulla strada sottomettendo gli altri per far vedere che sono qualcuno, qualcuno da temere e ammirare. Ma non invidiarli perchè spesso il gruppo non è così affiatato e solidale, diciamo che quando le cose vanno male ci si sbrana a vicenda per molto poco, perchè escono fuori invidie e gelosie sopite.
Non è vero che se conosciamo persone negative siamo noi ad attrarle. Le moderne teorie psicologiche indicano che le nostre paure e le nostre insicurezze, possono venire percepite come una sfida e una qualità negativa che spaventa l’altro. Aristotele precisa che la meditazione possa aiutare ad accettare e vivere serenamente le nostre difficoltà e prendere il coraggio di affrontarle come sai già fare tu nella tua intelligenza e coscienza.
Buonanotte un abbraccio grande e a presto Danilo
Danilo ormai sono convinta che più che per pubblicare i miei articoli, io sia qui per leggere i suoi commenti. Questa corrispondenza a cielo aperto è di assoluto valore!
Sono rimasta in città, circondata da amore, nuovi amici, buon cibo e… pioggia! Spero che queste giornate siano state altrettanto gioiose per lei.
Ho frequentato l’università per solo un anno. Ma glielo racconterò, resti sintonizzato.
Come al solito mi apre un varco su nuove possibilità e prospettive che siano meno egocentriche e più collettive e per questo la ringrazio. Aristotele ci vedeva lungo e rinnovo il mio sospetto per il quale lei sia una specie di stregone, forse un indovino: meditare è quello a cui mi sto dedicando ultimamente per limare i miei spigoli più cocciuti.
Grazie sempre per il tempo che mi dedica!
A prestissimo, le mando un abbraccio