(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
V.
Non è ancora il momento che questi sentimentalismi diventino delle filosofie tirate fuori da un freezer.
Un freezer a cui hanno staccato la corrente.
Ho creduto a Babbo Natale fino all’età di dodici anni e non me ne sono mai vergognata.
Nessun compagnetto di scuola ha mai corrotto questa mia convinzione ed anzi, ho spesso provato pena per chi credeva che quel nonno rotondetto, barbuto e feliciotto non esistesse.
Io lo sentivo camminare sul tetto ed entrare in casa da un camino che non avevamo.
Lo sentivo sgranocchiare i biscotti ed ammonire le sue renne perchè facessero silenzio.
Mamma mia se non dormivo la notte di Natale!
Avevo una tale adrenalina che, a ricordarla adesso, sento un po’ di nostalgia…
Eppure quando ho scoperto che fosse vero che quel nonno rotondetto, barbuto e feliciotto non esistesse, non mi sono disperata.
È stata come una fisiologica consapevolezza che risalisse a galla.
Certo, c’è da dire che dopo un certo tempo il potere anti-sgamo dei genitori svanisce.
Credo proprio che non li perdonerò per il modo in cui ho scoperto di questa non-esistenza:
il pennarello indelebile blu lasciato sulla scarpiera e le etichette da appiccicare sui regali scritte con la caccagrafia inconfondibile di mio padre.
(Scusa papà ma è vero che la tua grafia non è la migliore sul mercato e per questo facilmente identificabile).
Però proprio mio padre si è salvato all’ottantesimo e mi ha impartito la quinta lezione della vita: Babbo Natale infondo esiste, è solo che cambia aspetto a seconda dell’età che hai.

Buonasera Federica,
Questa tua nuova puntata con argomento natalizio, fa da contrappunto al periodo di preparazione alla Pasqua che viviamo in questi giorni. Sono le principali feste dell’anno eppure quasi agli antipodi.
Beata innocenza, se riesci a conservare anche da adulta quel pizzico di magia natalizia, quel tanto di atmosfera che riempie il cuore del significato della festa, allora sarai in grado di trasmetterla agli altri.
Galeotto fu il pennarello e la scrittura a zampa di gallina che fece evaporare il mito.
Tuo padre ha perfettamente ragione, in ogni età puoi sentire lo spirito della festa che è diverso a secondo di dove vivi o come ti senti in quella stagione, con chi abiti o quali sono le tue priorità. Ma di certo lo spirito c’è e sta a noi scovare dove si nasconde, perchè la bellezza è invisibile agli occhi.
Da piccolo aspettavo i doni non da Babbo Natale ma da Gesù bambino, la letterina la scrivevo a lui e durante la novena ci davano dei disegni da colorare, che poi si univano e grazie alla pila diventavano una lanterna colorata da portare in processione la notte della Vigilia. Ho scoperto presto che i doni me li facevano i genitori o gli zii, ma sinceramente la cosa non mi dispiaceva perchè erano più a portata di mano. Ho scoperto la figura di Babbo Natale e i suoi riti e leggende con i film e i cartoni americani. La sua figura è ispirata a Santa Claus ovvero San Nicola, santo cristiano di origine turca diventato portatore di doni per il miracolo di tre sacchi d’oro donati a tre ragazze povere, perchè si potessero sposare. Il colore del suo cappotto divenne da verde a rosso, grazie a una nota marca di bibite. Un abbraccione e alla prossima con affetto Danilo
Anche stasera mi ha insegnato qualcosa Danilo! Non avevo idea delle origini del mito di Babbo Natale. Ad essere sincera la magia del Natale l’ho proprio persa e non nego che, assieme quello del mio compleanno, sia il giorno che proprio vorrei balzare a pie’ pari… spero di “guarire” prima o poi e riuscire a far pace con queste ricorrenze che sembrano segnare in maniera indelebile il mio incedere a passi incerti lungo le strade di questa vita. Ricambio abbraccio e affetto, a presto!