(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
IV.
Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato…
Me lo immaginavo più in là nel tempo o quantomeno lo speravo.
La quarta lezione che ho imparato è uno schiaffo all’ego, di quelli piazzati con la rincorsa e con lo schiaffeggiatore che alla fine se la ride, un po’ alla Angelo Duro.
Anche se lui mi sa che non ride.
Ne scrivo dal mio nuovo lettino.
Sì, “lettino”.
Ho dovuto fare il downgrade ad un letto piccolo dopo gli ultimi quattro anni passati a dormire alla Patrick Stella.
Anche se comunque il declassamento da Spotify Premium rimane imbattuto.
Me ne sto qui con una tosse da fumatore incallito di Marlboro, il mal di gola instillatomi direttamente dal dio del fuoco e circa un chilo di patate a buccia gialla El Mundo nel naso.
La febbre non è ancora arrivata, ma non mi azzardo a dire “per fortuna” ‘che non si sa mai.
Fino a ieri vedevo i miei dodici giorni successivi come una vacanza di assestamento nella mia nuova casa e nella mia ritrovata città.
Il sentimento era quello che cantava la Carrà in Pedro: passeggiare tutta sola per le strade, guardare attentamente i monumenti e avere un’aria stanca da vacanziera appassionata.
Invece no.
Lo devo dire? Lo dico.
Mamma, hai sempre avuto ragione tu: non bisogna scoprirsi non appena la temperatura si alza se siamo ancora agli albori di marzo.
Le mamme hanno sempre ragione se si tratta di questo.
Per il resto, be’… quando mi sentirò pronta a calpestarmi nuovamente l’ego dandole ragione, sarete i primi a saperlo.

Buonasera Federica,
Mi dispiace trovarti in cattiva salute, ma vedo che non hai perso la grinta e la simpatia. Con te stasera ho imparato il nome di personaggi dei cartoon, attori e qualche indizio sulla nuova casa come il lettino di ampiezza diversa a come eri abituata, e dormire così più raccolta e meno espansa sulla superficie del materasso.
Sono d’accordo con te che la malattia in questo caso, o comunque qualsiasi evento che scompagina i piani così minutamente preparati, tali da cancellarli o rimaneggiarli è una cosa che sembra un beffardo disegno del fato. Ti immaginavi di passare dei giorni in un modo, e invece ti ritrovi con tosse e mal di gola con la sensazione che i sintomi siano tanto forti quanto ingiusti.
Rivelatrice l’immagine della ragazza in visita o meglio in esplorazione della città, tutta concentrata nello studio dei monumenti e nella scoperta di angoli caratteristici e scorci da cartolina, che studia l’arte ma non è insensibile al richiamo della conoscenza dell’amore e all’incontro con gli abitanti più genuini del luogo.
Il colpo che ti mette ko in realtà sono due: Il primo riguarda i tuoi progetti andati momentaneamente in standby ma ti dispiace di non realizzarli quando ne avevi voglia, mentre il secondo è il doppio errore di vestirsi leggeri e ignorare il consiglio della mamma così ti sei ammalata.
Devo dirti che non sei da sola, un sacco di gente come te si è scoperta sentendo il sole caldo, ma le temperature sono ancora incerte e scendono velocemente così come sono salite provocando i cosiddetti mali di stagione. Comprensibile e innocente. Anche a Saronno è successo così oggi, mattinata calda e poi si è alzato il vento che ha raffreddato l’aria.
Ma la mamma è davvero il nostro angelo custode, ha il sesto senso e sa sempre cosa è meglio fare in tutte le situazioni e anche se siamo grandi, vaccinati e responsabili qualcosa ci sfugge e così il nostro orgoglio si impenna per la vergogna di apparire bisognosi delle sue attenzioni e dei suoi consigli. Nell’attesa di risentirti presto forte e pimpante ti abbraccio e ti auguro buonanotte Danilo
Devo aggiungere altro? Potremmo scrivere articoli a quattro mani: mi decifra meglio di me!
Torno a soffiarmi il naso visto che è tempo di allergia! Alla prossima domenica, un abbraccio