(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
XXIV.
Ce ne ho messo di tempo per capirlo…
A conti fatti saranno passati almeno due anni dalla prima fuga per accorgermi che io mi sarei venuta dietro in ogni dove, nonostante tutto, a prescindere da quanto lontano decidessi di fuggire, a prescindere da quanti grammi di avventura decidessi di mettere nelle cose.
Me ne sono accorta su un treno, tanto per cambiare.
Mi son guardata nel riflesso del finestrino e mi son detta “Ma ancora tu, anche qui?!”
Come me lo spiego a una come me che che, una come me, lontano da me, non ci vuole andare?!
Mi sono stata una fedele traditrice per tutta la vita fino a ieri.
Dove “ieri” ha esattamente la misura di poco più di un anno fa.
Mi sono trascinata da una parte all’altra dell’Italia, mi sono cercata in coppie di occhi, tutte strabiche, disperandomi ogni volta che non sapevo fermarmi e non riuscivo a trovarmi.
E poi?
Poi la benzina è finita e ho dovuto iniziare a camminare.
Rallentare
Respirare
Sentire
Osservare
Ho avuto paura di tutto, ce l’ho avuta forte.
E anche mentre andavo così piano, mi avevo accanto.
Ci siamo riposate, ci siamo parlate, ascoltate, esplorate.
Poi abbiamo spento la luce e le cose hanno continuato a brillare.
Tu viene via con te, ma te devi essere una buona compagnia per la quale valga la pena restare.

Buonasera Federica,
All’interno del tempio di Apollo a Delfi in Grecia, campeggia la famosa scritta “conosci te stesso” ovvero l’antico richiamo della sapienza a curare il proprio essere sia fisico che spirituale.
In questi anni che hai descritto così bene, hai viaggiato magari con l’idea di perdersi in nuovi giorni e nuovi incontri, nuovi luoghi nella speranza di costruire una nuova te, con una personalità basata su chissà quali canoni. Invece hai scoperto che la tua “sapienza” quella che da quando sei nata è la custode dei tuoi più profondi segmenti del DNA, che praticamente è la copia cosciente di te che agisce e vive attraverso di te, che cammina o corre con i tuoi ritmi, che guarda il mondo attraverso i tuoi occhi ma lo comprende prima e meglio.
Avrei voluto vedere la tua espressione sul treno, quando l’hai scoperto e Lei forse ti ha fatto l’occhiolino e ti ha detto: “non ti libererai facilmente di me”.
Ecco la disperazione e le difficoltà derivano proprio dalla disconnessione fra te e lei fra la Federica e la sua Sapienza. Facilmente si può perdere il contatto come due aerei fra la nebbia, ma si ritrovano rispettando la rotta scelta assieme prima di alzarsi il volo , magari poco distanti.
Hai capito che rallentando i ritmi la connessione è maggiore, guardarsi dentro e parlare con le nostre parti deboli, ferite, gioiose o meditative. Mi piace della tua lettera l’ultima parte: quei verbi che usi significano un sentimento forte che lega ogni parte di te, avete viaggiato insieme e il risultato è la bellissima persona che conosco. Quando vivi in equilibrio affrontando anche le paure, allora illumini la tua giornata e chi è intorno a te se ne accorge. Ti lascio con una frase di Baglioni: “in qualunque sera ti troverai non ti buttare via”. Per dire che ti auguro di non perdere mai il contatto, con quella parte di te così importante e confortante. Un abbraccio grande Danilo
Buongiorno Danilo. Ultimamente ci metto più del solito a risponderle perché il tempo che mi prendo glielo dedico e mi serve tutto.
Mi piace tanto la sensibilità che mi dedica e il fatto che sappia vedermi per me è motivo di immensa gratitudine.
Sa, dico sempre che la Fortuna non sia una cosa che capita, anche se nel nostro incontro qualcosa di fortuito, diciamocelo, c’è stato.
Starò con me.
La abbraccio altrettanto forte!