(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
XXIII.
Può non fare male sentirselo dire.
È una cosa cui ci si può abituare ma senza rassegnazione, per questo a me non fa più male da quando ne sono consapevole
Anche perchè nemmeno io ho sempre voglia di capire chi amo.
È così, così è.
Così va bene.
Va bene che chi mi ama non abbia sempre voglia di capirmi.
Solo non mi va bene quando chi mi ama vuole farmi vivere come pensa sia giusto, ai miei occhi un po’ costretto, démodé.
Un po’ di un giusto nato da un senno del poi costruito sui dei personalissimi rimpianti cui pensa che io debba adeguare la mia vita, ancora in costruzione e moderatamente assennata.
Ci sono momenti in cui mettersi in silenzio è un dovere.
Occasioni in cui lottare ha in palio una buona porzione di autodistruzione e vale la pena considerarla una bandiera bianca da alzare, ponendosi a baluardo della propria pace.
È più vigliacco chi non vuole arrendersi all’idea che vivere la vita significhi sacrificarsi costantemente per un bene che non arriverà mai, o più stronzo chi professa che una vita così miserabile sia l’unica soluzione possibile?
La scusa di non voler ascoltare quel che non voglio sentirmi dire, perché diverso da quello che penso o da quello che voglio, proprio perchè sono amata, mi ha onestamente stancata.
Che si sia sinceri, piuttosto, nel dire che il vostro ego ha bisogno di calpestare le mie ambizioni controcorrente, per diventare dieci centimetri più alto.
Quindi no, chi mi ama non ha sempre voglia di capirmi, perchè spesso ha più voglia di sentirsi.

Buonasera Federica,
Scusami il ritardo con cui ti rispondo, sono tornato ieri sera da un viaggio in Turchia di una settimana densa di visite appaganti nello spirito e nella mente.
La comprensione e l’ascolto reciproco in una relazione rappresentano un valore essenziale che però è insieme forte e fragile. Forte perchè la comunicazione verso la persona amata è un parametro vitale, ma è altamente soggetto a fattori destabilizzanti che la possono rendere difficile, verbosa e invece di creare ponti si creano muri. Intendiamoci è naturale, nelle forme delle cose, che ci possano essere momenti in cui si vuole stare soli, e magari dopo una giornata pesante si cerca il silenzio. Tu lo hai capito quando prevedi che ci siano momenti come questo. Ma è una temporaneità, quando le cose da dire contano, quando i sentimenti e le espressioni modellano la vita di entrambi, allora il sistema deve funzionare e partire dal presupposto che ci siete l’uno per l’altra.
Altra cosa è un comportamento sbagliato e alienante, che utilizza la comunicazione in ogni sua forma per legare a sè in forma non di amore o complicità ma in quella di dipendenza sottomessa. La comprensione e l’ascolto, perdono ogni valore di crescita quando incontriamo una persona, che non ci tiene minimamente a condividere gioie e fatiche e affrontare il confronto come momento di apprendimento.
Nella lotta atavica fra vigliacchi e stronzi, posso dirti che la vita di ciascuno di noi ha un significato nascosto che ci sarà svelato verso la fine e che i progetti realizzati saranno in piena luce e comprensione. La vita non è miserabile o meravigliosa tout court, ma è la somma delle gioie, dei dolori, dei passi avanti e di quelli indietro, dei successi e degli insuccessi. E’ un viaggio fra paesaggi mozzafiato e periferie degradate, luci sfolgoranti e notti stellate. Tutti noi possiamo migliorare e crescere, anche quando il contesto non è favorevole. In fondo la vita è il sentiero che ti porta in vetta.
Un abbraccio grande e buona serata, Danilo
Le dedico tutta l’abnegazione che il mio grato silenzio cova per ognuna delle sue parole.
Grazie. Grazie davvero.