VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XXII.

Credo nella pace che viene messa alla prova.
Tutti i giorni, ininterrottamente, nei modi più vigliacchi, dolorosi, macabri, machiavellici.
Credo nella potenza che queste turbe portano con sé e ci credo soprattutto quando me lo dimentico, ‘che alla fine me lo dimentico sempre, sarà per questo che sono in guerra perenne.
O in promessa di guerra costante.
Come se un passo falso, appena fuori dalla mia strada, possa bastare a distruggere un patto di non belligeranza che ho firmato il momento stesso della mia nascita.
Nel momento in cui il mio scopo è stato scritto in un allineamento celeste unico ed irripetibile.
Allora mi divido tra il mio passato, in cui urlo al cielo un pianto rotto che chiede “perchè?” ed il mio presente, dove sorrido al futuro e, senza il tintinnio di un’arma che possa difendermi o un’armatura che possa proteggermi, passo attraverso questa nuova guerra, nel momento esatto in cui pensavo fosse finita una di quelle più crude mai vissute prima.
Non mi auguro nemmeno di uscirne abbastanza viva, perchè ogni volta che una guerra inizia, mi importa solo di uscirne nuova.
Nuovo ha sempre il prezzo di qualcosa.
Nuovo costa qualcosa di vecchio che se ne va per fare spazio a qualcos’altro che arriva.
Nuovo costa la consapevolezza che quello che vogliamo non è sempre quello che pensiamo di volere e verrà sempre usato come soldo per comprare una pace che verrà costantemente messa alla prova, finché smetteremo di credere che la vita abbia soltanto un piano da seguire con assoluta abnegazione.
Perchè, indovinate un po’?!

Le cose possono cambiare.

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2 pensieri riguardo “VENTICINQUE (NON) LEZIONI

  1. Buonasera Federica,
    Spero che hai passato un buon ferragosto, e magari ti sei presa qualche giorno di vacanza per un meritato riposo.
    Ha scritto un articolo veramente introspettivo, dove la tua personalità risalta nell’ordine dei tuoi pensieri.
    La pace come qualsiasi altra conquista dello scibile umano, non è mai una conquista acquisita, non è una proprietà privata o un diritto naturale, ma come giusto noti è costantemente messa in pericolo dal cambio lento o repentino delle condizioni che precedentemente l’avevano generata. Sinceramente grazie ai miei studi mi intendo più di pace fra gli Stati, ma con te un pò ho imparato a guardare dentro le persone. Fra le nazioni la pace si ottiene con il bilanciamento fra egemonia ed equilibrio, fra uno che comanda e tanti che comandano alla stessa maniera. Per ottenerlo a volte viene utilizzata la guerra. Allo stesso modo tu nata sotto una buona stella, cammini sui sentieri segnati ma, forse per vedere uno stambecco o una marmotta esci e fatichi a ritrovare la strada.
    E come risultato di un nuovo bilanciamento otteniamo una persona nuova, la somma fra la Federica di prima più i nuovi pensieri e sentimenti, le gioie e i dolori che nuove fonti hanno portato all’originale. Poche persone credo siano in grado di percepire queste trasformazioni che capitano a tutti ma nessuno ne parla, forse perchè hanno paura che il mostrarsi diversi sia una dimostrazione di debolezza. Pochi ammettono che gli eventi a volte ci cambiano cosi profondamento.
    Una nuova te che ad ogni svolta, inventa un nuovo capodanno con i suoi riti di bruciare il vecchio per fare posto al nuovo, cosciente che per salire al rifugio agognato ci sono diversi sentieri e per percorrerli servono nuove scarpe e bastoni. Una donna vince la sua guerra se la sua vita al volo afferra, appartiene all’infinito. Un abbraccio grande Danilo.

    1. Buongiorno Danilo, spero che anche il suo ferragosto sia stato buono, io il mio l’ho concluso in viaggio. Sono davvero lieta del fatto che la sua visione, grazie al mio modo di vedere la vita, le abbia aperto un nuovo punto di vista: alla fine è anche per questo che scrivo. Ha detto bene: mi distraggo per per vedere quelle cose che non fanno così parte del mio percorso e ne pago le conseguenze spesso e volentieri, però le dico la verità, il detto “la curiosità è donna” non è mai stato così vero come quando si parla di me! Anche l’analogia con il Capodanno (o capodanni) è molto vera e le confesso una cosa in più: il compleanno lo festeggio solo quando dico io, ovvero quando sento di potermi realmente lasciare alle spalle l’anno appena trascorso. Grazie per l’ultima citazione, la sento molto mia e così la farò! Le auguro di essere in vacanza Danilo, magari in quel posto dove ci siamo conosciuti ormai (quanti)? anni fa. Alla prossima domenica, la abbraccio.

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