VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XXV.

Se penso a quando ho iniziato questo rituale delle venticinque lezioni, non pensavo che le avrei davvero trovate tutte.
Il primo pensiero è stato quello di rendere alcuni degli episodi più iconici della mia vita, delle gag da condividere, per riderne e passarci attraverso con leggerezza.
Poi, insomma, le cose si sono fatte più adulte del previsto, perchè m’è sembrato un peccato non dare alla mia vita l’occasione di prendersi sul serio (almeno una volta).
Mi sono messa a scrivere di vero gusto, liberandomi, poco per volta, di tutti quei non detti che avevo sempre avuto paura di dire e ora che li ho detti, mamma mia come respiro di cuore!
Le mie idee e punti di vista sono cambiati in continuazione, a volte ne sono coesistiti più di uno, rendendo i miei due soli occhi dei veri caleidoscopi.
Un po’ confusionari, dico la verità, ma del tutto speciali – ed indispensabili in certi casi.
Mi piace la fisica quantistica e forse questo spiegherà – o anche no – la piega fluida che mi piace dare alle cose che succedono.
Razionali, contraddittorie, improbabili ma non impossibili oppure probabili, perchè l’improbabilità non esclude né che qualcosa sia possibile né che non lo sia.
Allora la venticinquesima lezione, ora che ho compiuto ventisei anni, viene direttamente dalla penna di Carlo Rovelli che, costruisce, una dopo l’altra, le pagine di “Helgoland” e fa così:
Il mondo si frantuma in un gioco di punti di vista, che non ammette un’unica visione globale. (…) Il mondo è un gioco prospettico, come di specchi che esistono solo nel riflesso di uno nell’altro.
Chi non saprà leggerci tra le righe, la giudicherà ridondante ed io sarò contenta che non la sia riuscita a capire.
A questa e a tutte le prossime “venticinque” lezioni che ancora devono venire.

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3 pensieri riguardo “VENTICINQUE (NON) LEZIONI

  1. Buonasera Federica,
    Hai impiegato al meglio questa possibilità, hai tratto il migliore risultato possibile creando tanti piccoli tasselli, dipinti con la giusta dose di ironia e di serietà. Perchè la vita va presa così: non prendendosi troppo sul serio, ma lavorando su noi stessi per diventare adulti migliori.
    Sei riuscita ad autoregolare il tuo battito, lasciando uscire quello che ti tormentava, confessandoti nel tuo blog e rendendolo interessante per noi che leggiamo ma, ancor meglio per te, medicina e terapia disintossicante. Il caleidoscopio è un esempio perfetto di varietà nell’unità. Cambiare idee e punti di vista è segno di maturità se è frutto di attento riesame dei fatti.
    La fisica quantistica non l’ho mai studiata, ma nella Storia ha rappresentato con le sue teorie e scoperte una vera e propria rivoluzione nel pensiero e nella Scienza. Ha trasformato nel XX secolo prima lentamente poi sempre più velocemente ogni aspetto della nostra vita. La maggior parte degli strumenti che utilizziamo oggi sono figli di quella rivoluzione nel bene e nel male.
    Bellissima la citazione di Carlo Rovelli, che non conoscevo e che imparo grazie a te. Storicamente Helgoland rappresenta il punto da cui controllare l’accesso ai porti tedeschi. Appartenuta alla Gran Bretagna e poi ceduta alla Germania, permise a quest’ultima di fortificarsi e impedire alla flotta nemica di entrare in acque domestiche, durante le due guerre mondiali.
    La vita del mondo nella sua complessità, è vista come somma di visioni derivanti dall’osservazione e dall’esperienza che ciascuno di noi fa. A seconda di quale vetro ovvero unità di misura usiamo l’immagine che otteniamo sarà limpida o distorta. Confrontandosi siffatte diverse visioni, si conoscono e interconnettono con le altre. La fisica quantistica studiando le parti più piccole degli atomi e delle particelle, osserva il mistero della creazione nelle sue più intime entità.
    Un abbraccio grande e buonanotte Danilo

    1. Medicina e terapia e mi auguro che sia stato così anche per chi mi ha letto. Da quel che dice – ed io mi fido di lei – sembrerebbe di sì.
      Molto interessante il volto storico di Helgoland: finisce sempre che ci insegnamo qualcosa reciprocamente!
      Ero sicura che avrebbe colto il valore della citazione: del resto è il migliore.
      Danilo, per qualche settimana non mi leggerà, ma mi farebbe piacere se volesse continuare i nostri dibattiti anche al di fuori di questi schermi. Trova il mio indirizzo mail in calce ad ogni pagina. La aspetto fino a che non sarà ancor più bello fare i nostri randez vous di nuovo qui!
      Un abbraccio

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