VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XIII.

L’ottantacinque percento delle cose di cui ci preoccupiamo, non accade.
Non lo dico io; lo ha detto qualche psicologo, uno studioso, e qualche guru moderno, a mo’ di pappagallo, l’ha ripetuto.
Io l’ho sentito e ho iniziato a vedere quanto fosse vero.
Ho fatto un bilancio delle volte in cui mi sono preoccupata accoratamente di cose per le quali non aveva senso farlo.
Iniziamo da quella volta in cui pensavo che il lavoro esistesse solo nella provincia di Varese e poi ho iniziato a capire che, non solo fuori dalla provincia, ma addirittura in tutte le altre regioni d’Italia e del mondo, la gente dovesse mantenersi per vivere lavorando.
Quindi ho fatto le valigie e, preoccupandomi di non trovare una casa altrove, alla fine ne è uscito che ne ho trovate troppe.
Così ho continuato a preoccuparmi, i pensieri impazziti direzione schianto: il lavoro che ho trovato non mi soddisfa, non posso farlo tutta la vita, questo non è quello che voglio fare per sempre, io nemmeno voglio farla la dipendente fino alla morte.
E ho iniziato ad esplorare le possibilità fino ad ora, che non sono ancora contenta perchè, sì, lavorare negli hotel è bello, ma io voglio fare la scrittrice, la popcaster, la zingara in giro per il mondo possibilmente in costume e in ciabatte.
Ma se non ce la facessi?
Be’ forse questo fa davvero parte di quell’ottantacinque percento di cose di cui mi preoccupo e che alla fine non accade.
Allora mi dico “daje”, gambe in spalla, remi in barca o come volete dirlo voi e continuo a scrivere, a farmi leggere, a ridere e a vivere con quel pizzico di ipocondria che pepa la vita.

Pubblicato da

Resta sempre aggiornato sui post, le pubblicazioni e le novità del blog!

2 pensieri riguardo “VENTICINQUE (NON) LEZIONI

  1. Buonasera Federica,
    Oggi ho passato una bella giornata con gli amici nel piacentino, tanta buona compagnia e risate.
    Hai ragione che ci preoccupiamo troppo di cose che poi non si avverano. La nostra testa è sovraccarica di stimoli e problemi che esulano dal nostro sentire quotidiano, trascinandoci in questioni che ci portano in vortici di pura speculazione talmente astratta da allontanarci dal nostro Io.
    Di più, ci preoccupiamo o meglio diamo importanza a questioni che ci sembrano importanti, ma che in realtà ci distraggono dal nostro percorso principale. A volte ci lasciamo coinvolgere in complesse situazioni, che ci catturano fidando delle nostre debolezze o pregiudizi, e ci sommergono con i loro tentacoli legandoci a schemi che si ripetono e ci offuscano la vista e il cuore.
    Hai avuto quindi coraggio e intraprendenza per liberarti da queste nebbie, per vivere e apprezzare la luce del sole e provare a costruirti un mondo degno dei tuoi sogni. Ora è vero che i sogni a volte si realizzano, a volte no. Ma il solo fatto di averci provato è già una piccola vittoria. Soprattutto i primi anni ci possono essere difficoltà e sconfitte che ci fanno dubitare della possibilità di riuscire ai primi colpi e quelle stesse sconfitte protratte nel tempo ci portano a dubitare della sostanza dei nostri sogni. Ma quello che conta è come hai vissuto questi anni, se sei stata fedele al tuo progetto originale o hai permesso ad altri di dipingerlo al posto tuo. Se hai fatto tesoro dei consigli di chi ti supporta, o hai ascoltato la voce dell’invidia e del disfattismo. Il percorso che hai fatto determina il carato del tuo lingotto, la velocità del battito di vita che alimenta la tua passione.
    E’ possibile inoltre che la sostanza del sogno assuma forma diversa da quella pensata all’inizio, ma non per questo meno efficace nel determinare la concentrazione di qualità positive del tuo lavoro.
    Ti lascio con una frase del poeta Vittorio Alfieri che recita: “Volli volli fortissimamente volli” riferita all’impegno e alla costanza nella realizzazione dei propri obiettivi. Un abbraccio Danilo

    1. Buonasera Danilo, col considerato fuso orario che allontana le mie risposte dai suoi messaggi sempre precisi.
      Quanto mi rappresenta quello che scrive e quanto lontana mi sono sentita da me stessa negli ultimi mesi, facendomi distrarre da, come scrive bene, il mio percorso principale.
      A volte ci facciamo coinvolgere al punto da renderci una tv senza audio, dove le immagini scorrono incuranti del tempo, vuote di contenuti.
      Ed è vero, riconosco il coraggio di cui parla, che è la linfa che mi muove ora.
      Mi sono stata fedele e mi sono tradita, eppure ogni tradimento ha portato con sé una nuova prospettiva da cui vedere il mio sogno, sempre lo stesso, perché voglio, fortissimamente io voglio.
      Lei è prezioso, a presto!

Rispondi