VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XIV.

Toc Toc: oggi ti sei chiesto chi sei?
Oggi sono Vincenzo, ho quattro anni e tra la cultura e le polpette, io scelgo le polpette.

Oggi sono Vincenzo perchè sono stufa marcia degli adulti che, con la licenza del deficiente, vogliono insegnarmi come vivere.
Al diavolo!
Mi parlano di compromessi che non sono più disposta ad accettare.
E ho imparato questo: che più cresci e meno ne accetti.
Più cresci e (in teoria) meglio scegli.
O quantomeno lo fai forse con più precisione, le capacità di discernimento e scissione si affinano.
Ho investito del tempo chiedendomi se le mie nuove pretese fossero frutto di capricci o della voglia di non farmi prendere più per il culo.
Come sempre il tempo è galantuomo ed ecco che, decisamente, non ho più voglia di farmi prendere per il culo.
Sono diventata poetessa di risposte per le rime (anche se mia madre direbbe che lo sono sempre stata).
Mi rifletto in specchi che mi mostrano quello che valgo e quanta fatica abbia impiegato per capirlo.
La vita è piena di troppi megalomani deficienti che tentano invano di buttarmi giù.
E ci provano con me, con te, con tua sorella, con tuo marito.
Le conseguenze delle nostre pretese non sempre sono vittorie con benefici immediati, però ho capito che, quando abbiamo la sensazione di non doverci piegare e di farci sentire, allora vale la pena pretendere e farlo forte.
È vero: la rivoluzione non si fa con le parole, ma la mia Fortuna mette in scena certi coup de théâtre niente male.

Quindi sì, oggi sono Vincenzo e mentre voialtri tentate di rompermi le palle, io annego nel sugo delle mie polpette.

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2 pensieri riguardo “VENTICINQUE (NON) LEZIONI

  1. Buonasera Federica,
    Quanto cammino percorso, quanto lavoro fatto su te stessa e sulla tua vita dove ora sei in grado di apprezzare il tuo valore in senso assoluto e giustamente, sei stufa di chi critica a prescindere solo per smorzarne lo slancio evolutivo.
    L’inizio e la fine con la presenza di un bambino rispecchiano l’anima che devi essere: caparbia, curiosa cocciuta ma anche alla ricerca di affetto sincero come solo i bambini sanno trasmettere e dare. Pensavo che quando siamo piccoli ci intestardiamo su una cosa, e poi i genitori ci fanno capire che è meglio cambiare e ci offrono altro. Ecco questo è la prima forma di compromesso, che col passare degli anni sarà utilizzato da tutti per ottenere ci che vogliono. Per farlo si dimostrano abili nel girare i fatti a loro favore, facendo leva sulle nostre stesse qualità o debolezze per ottenerlo. Crescendo hai capito che non sei tu a sbagliare a credere nei sogni, ma loro che per invidia o perchè hanno perso i loro desideri più profondi. Ora sai come riconoscere tali manipolatori, e allontanarti da essi come requisito fondamentale per vivere relazioni più trasparenti possibili, cercando nelle persone quegli stimoli positivi che fanno riflettere anzichè affossarti.
    La tua saggezza empirica mi porta a essere perfettamente d’accordo con te sul fatto che le vittorie non sempre si rivelano subito. Un noto allenatore di calcio diceva che lo “scudetto si vince all’ultima giornata, ma si lavora per ottenerlo dalla prima”, Oppure il famoso detto “non dire gatto se non l’hai nel sacco”. Ancora di più se piegarsi ad una prepotenza o a una situazione è particolarmente fastidiosa e odiosa allora è tutta la tua fibra che si elettrifica fulminando il malcapitato di turno.
    Infine si ci vuole fortuna, quanto basta al momento giusto per determinare una svolta generale. La fortuna aiuta gli audaci, e nascere sotto una buona stella bendispone la divinità a guardare con particolare riguardo e benevolenza il nascituro. Un abbraccio Danilo

    1. Mi chiedevo quando l’avrei riletta e invece le notifiche mi hanno giocato un brutto scherzo! Mi scuso per il ritardo.
      Be’ sì, ora ho l’occhio allenato e l’amore per me stessa supera per luminosità l’amore che cerco dagli altri. Mi dò del tempo, ma il mio cuore ora è come un faro che pulsa di vita finalmente, libero e leggero, pronto per continuare a correre verso i sogni in cui credo! E si, spero davvero di essere nata sotto ad una buona stella, anche se i dubbi sono pochi ormai: baciata dalla Fortuna lo sono davvero.

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