L’ISTERIA DEL CONTROLLO
Propaganda per delegittimare il bello della Vita d’improvvisarsi.
Una propaganda che ha manipolato in vari modi le mie opinioni.
La mentalità della performance, dove il mantra paradossale è che se hai tutto sotto controllo, significa che non stai andando veloce abbastanza.
Mi chiedo spesso cosa vinca chi arriva per primo a questa gara di miserie.
L’isteria del controllo esalta l’oggettività del tempo: abbiamo solo ventiquattro ore e le dobbiamo sfruttare al massimo.
Mettiamo a budget ogni secondo di ogni minuto per poter prevedere l’imprevedibile e quando l’imprevedibile accade, ci sentiamo vittime di un inganno.
Ma com’è stato possibile?!
Chissà le risate che si fa il Destino quando ci vede credere alle nostre trovate da primitivi, convinti di aver evoluto la specie…
Questa propaganda ce l’ha con chi non vive la vita come una continua scadenza.
Questa propaganda accusa se stessa nelle mani di qualcun altro, utilizzandosi a proprio vantaggio.
Confusi?
Vi credo.
Questa propaganda censura quelle come me, ci fa rimproverare dalle nonne e ci mette davanti a coetanei isterici con vite apparentemente perfette.
Fino a quando ho tappato le orecchie e chiuso gli occhi.
Ho sentito i piedi scalzi venire inghiottiti dalla sabbia e il rumore della risacca.
Sono Libera.
Io sono Libera.

Buonasera Federica,
L’arte dell’improvvisazione è creatività, stupore e libertà da ogni laccio che ci impedisce di vivere appieno il nostro Io, nel modo più veritiero e completo. La vita non è una gara fra uomini/donne a chi arriva primo, perchè la meta è uguale per tutti e per quanto uno possa correre è come se il tempo si dilatasse o si restringesse affinchè siano tutti alla stessa velocità.
Nella nostra mentalità è vero che, dobbiamo essere performanti in ogni campo dello scibile umano ognuno nella sua età e nella sua disciplina. E così perdiamo di vista la bellezza dell’azione, di imparare per il gusto di imparare e non in funzione di un risultato immediato.
Sin da quando siamo piccoli, ci viene insegnato il controllo innanzitutto dei nostri istinti, delle nostre pulsioni e infine di situazioni nella vita che dovrebbero farci decollare o sminuire gli avversari.
Controllare, incasellare come racconti tu gli impegni nel tempo per ottenere il massimo dell’efficienza è figlio della società moderna, industriale suddivisa fra lavoro e tempo libero. Ogni momento con le sue regole, i suoi premi e le sue punizioni che arrivano se non rispettiamo certi canoni.
La monotonia delle nostre giornate legate a impegni quotidiani non prevede imprevisti di sorta. Se accadono diventano fonte di agitazione e preoccupazione perchè rischiamo di perdere il ritmo.
Gli impevisti, per definizione imprevedibili ci fanno piombare sulla terra, ci fanno capire che non possiamo avere tutto sotto controllo, perchè non possiamo dominare interamente la nostra vita, non possiamo programmarla come un pc e allora tante cose restano fuori controllo, soprattutto se pensiamo al mondo variegato delle relazioni, dove molto è fuori controllo e spesso confuso dalle azioni altrui che ne complicano l’andamento. Molto vero è che quando succede, la colpa la scarichiamo su qualcosa o qualcun’altro, ne diamo il nome di sfortuna o destino, ma la responsabilità è sempre esterna a noi, richiama sempre un complotto o un’azione eversiva esterna.
Esiste però la deviazione che chiamiamo positiva: Dove l’imprevisto viene creato da noi stessi, una variante dello spartito che suoniamo con piacere e che porta ossigeno alle nostre membra asfittiche. Un evento positivo, gratificante che magari viene giudicato negativamente da terzi, a differenza nostra che lo apprezziamo. Può essere una passeggiata al mare dove poter affondare i piedi nella sabbia come racconti tu, dove sei libera, libera di vivere fuori dal tempo e dalle catene del controllo.
Un abbraccio grande, buonanotte Danilo.
Buonasera Danilo! Mi è molto piaciuto quando ha tracciato la netta linea a proposito del controllo di istinti, pulsioni e situazioni. Sono d’accordo con lei quando mi ricorda quanto sia bella l’azione, celando il fascino che si porta dietro l’imprecisione di un percorso da vivere “a braccio”. Come sa, io amo gli imprevisti, vivo di colpi di scena, eventi capitali eccetera. Mi sento fortunata, soprattutto se penso al fatto che arrivare dove ci siamo incontrati ormai anni fa, io e Lei, sia stato un bell’imprevisto! A presto e le mando un grande abbraccio
Le nonne amano
Troppo, credo sia vero signora
Buonasera Federica,
Scusa il ritardo col quale ti rispondo, rimediamo adesso.
L’arte dell’improvvisazione è creatività, stupore e libertà ed essendo a propulsione spirituale, insito in ciascuno di noi prima o poi se lo comprimi spunta quando meno te lo aspetti. Altrimenti se potessimo chiuderlo in un cassetto a doppia mandata, resterebbe lì inerte.
Fin da piccoli ci insegnano a controllare le nostre emozioni e le nostre azioni, per inserirci in società ed essere accettati condividendo le stesse regole. Di più man mano che cresciamo, lo stesso gruppo a cui apparteniamo ci chiede di essere sempre al top, di esprimere sempre il meglio di noi stessi, qualche volta ci viene chiesto di andare al massimo, con il rischio di una battuta di arresto.
Leggo nel tuo articolo un binomio dissonante sul controllo; Da un lato cerchiamo di controllare ogni passo della nostra vita, e quando capita un imprevisto ne subiamo il passaggio come un fallimento. Ci chiediamo cosa abbiamo sbagliato: Probabilmente ti riferisci a imprevisti che turbano la serenità o portano problemi economici. Mentre dall’altro per sentirci veramente felici abbiamo bisogno di imprevisti che spezzino la monotonia di giorni uguali agli altri. Piacciono i baci in fronte, la pasta fatta in casa, la musica improvvisata, la sincerità, una visita inaspettata. Tutte cose che fanno bene al cuore e allo spirito. Bisogna davvero trovare ogni giorno un quarto d’ora di improvvisazione, una coltivazione selettiva di momenti personali piacevoli. Ho realizzato che trovare il tempo per fare cose “fuori programma” mi regala un senso di libertà e di serenità che compensa ogni malumore e preoccupazione del giorno. Capita anche a te? Ti auguro quindi innanzitutto di sorridere, poi saperti ascoltare con la mente libera e aperta, parla a tutta te stessa, ascolta quello che hai nel cuore e infine non ospitare troppi rimpianti. Un abbraccio grande Danilo