PERIFERIE

Kruppa

Allora il lusso è forse questo: saper navigare abilmente lungo i margini del centro.
Il benessere è forse poter rendere la periferia un gruppo; per antonomasia fatto di legami, interessi comuni, interazioni armoniche, influenze reciproche.
Kruppa ne è la derivazione germanica.
Sapete cosa significa?
Significa nodo, groviglio.
Nasciamo all’alba dei tempi come una connessione strettissima e socialmente ci evolviamo come un sistema complesso unito da scopi condivisi – e regole.
Mutiamo, ci trasformiamo.
Cerchiamo conforto in un gruppo, nelle visioni comuni, eppure non diamo valore al suo nodo (kruppa) che ne è l’assoluto senso.
Finiamo per confonderci sui marciapiedi delle periferie, dimentichi del senso profondo che crea e muove tutte le cose.
Diventiamo diversi, ininfluenti, confusi.
Violenti, impazienti, nervosi.
Torniamo civili e ci scordiamo di essere umani.

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4 pensieri riguardo “PERIFERIE

  1. Buonasera Federica,
    Se penso al termine “margini” immagino quello che delimita il foglio sul quale scriviamo, l’intervallo in cui comunemente deve scorrere una frase per essere ordinata e accettabile. Rappresenta il confine che si raggiunge attraverso aree sempre meno urbanizzate e decisamente campagnole. E’ il limite oltre il quale, Ercole aveva posto le sue colonne e il monito non plus ultra. Il mito del coraggio e dell’avventura, oltre la società civile e oltre il mondo conosciuto.
    Molto bello il tuo pensiero su una periferia che costruisce sè stessa, una comunità di uomini e donne accomunati da valori comuni, dinamiche e regole che si sono dati attraverso questo nodo, questo Kruppa, la fonte primigenia del senso di appartenenza, il senso più intimo di casa e di affetto, di solidarietà e di soccorso.
    Possiamo volendo chiamarlo “patto”, un solenne giuramento che costituisce fra tutti gli abitanti l’accettazione e l’appartenenza al gruppo.
    Credo che esistono almeno due tipologie di Kruppa: Il primo quello che dà valore e senso ai più grandi ideali dell’umanità, alle nazioni, e poi quello molto più comune che realizza la vita associativa. Il mutamento e il trasformismo valgono per entrambe le due tipologie di kruppa, ma le conseguenze sono molto più impattanti e interconnesse sia in un senso che nell’altro. Se muoiono i principi di una nazione o vengono meno quelli di umanità anche la vita comune ne risulta danneggiata, viceversa, se la vita associativa degenera moralmente ed economicamente intaccherà anche il vertice.
    Hai ragione molto spesso perdiamo il senso del significato del Kruppa, e ci ribelliamo come nel racconto di Menemio Agrippa che ci racconta di come le parti del corpo protestassero perchè tutto andava a vantaggio dello stomaco, salvo poi ricordare che senza cibo il corpo si affaticava e indeboliva. Quindi è molto importante fare tutti la nostra parte con correttezza e fermezza, non dimenticandoci che siamo parti di un solo organismo. E questo vale in tutti gli ambiti della vita. Un abbraccio grande Danilo

    1. Buonasera Danilo, come tutte le domeniche io la aspetto e sono certa di trovarla.
      Stavo godendomi la serata, tra scrittura, chiacchiere e anche un po’ di sonno, sarò sincera. Di tutto quel che dice, che come sempre condivido, sposo molto il concetto per il quale tutti siamo necessari e tutto funziona se ognuno è capace di svolgere adeguatamente il suo compito.
      Sicuramente uno dei misteri delle vite, una dopo l’altra, una memoria alla volta, è trovare prima di tutto il compito da svolgere e non meno importante, coltivare l’umiltà di svolgerlo per bene.
      Come al solito mi anticipa; sono certa di trovarla con una riflessione altrettanto soddisfacente la prossima domenica.
      Le auguro una buona settimana (di quasi estate, in memoria della stagione durante la quale ci siamo conosciuti), un abbraccio!

    1. Ancora una volta è fondamentale la calma della filosofia. Resta solo da sciogliere il “nodo” che sta tra quello che è reale per me e quello che lo è per te. Grazie!

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