LE CONFESSIONI

Segnale Assente

6. Segnale assente

Ho odiato mia madre mentre ero adolescente.
In verità non ricordo di averla mai amata davvero. Non so nemmeno se le abbia mai dato un abbraccio spontaneo, sincero.
Conosco a menadito i suoi difetti, incollati su post-it mentali a ricordarmi sempre chi non voglio essere, come non voglio diventare. Ha sicuramente qualche pregio, ma se me ne chiedeste anche solo uno, io risponderei, come un’alunna impreparata, che mia madre sì, è brava a cucinare. Le voglio bene in un modo forse non convenzionale. Sono stata obbligata dalla natura del legame che ci costringe a volergliene e ora ci sono abituata.
Quando ci penso, mi viene in mente lei che, guardandomi con disprezzo, dice “Quando vedo te, mi rendo conto di aver fallito come madre”.
E infondo non ha avuto torto. Ne ricordo l’ira ogni volta che l’ho esasperata; la delusione ogni volta che sono stata il contrario di ciò che s’immaginava. Ricordo i suoi giudizi pungenti, cattivi e non richiesti quando, dopo aver vissuto un’esperienza nuova, tornavo a casa felice.
Ho bene in mente i suoi commenti sulle persone che ho frequentato, amiche, amici. Come imperasse su chi dovessi cancellare o far perpetuare nella mia vita, quando l’unica di cui mi sarei dovuta liberare era lei. La ricordo mentre mi voltava le spalle e mi rendeva la vita un inferno.
Io mia madre non l’ho mai amata, ma l’ho sempre perdonata. L’ho perdonata quando a farmi da balia erano rabbia, ira ed impeti di violenza. Le ho sorriso anche quando mi faceva sentire inadatta e mi urlava quanto fossi egoista, soltanto perchè non ero come si aspettava, come mi aveva disegnata. Ho tappato le orecchie innumerevoli volte, tante quante se l’è ovattate lei mentre le urlavo il mio dolore nella speranza che lo capisse. Non siamo mai state compatibili. Mi son sentita molte volte vittima di un’invidia che una madre, per un figlio, non dovrebbe mai provare.
Mi sono vergognata e, per il nulla, sentita sporca al cospetto dei suoi occhi giudicanti ed aridi di empatia.
L’ho perdonata così tante volte…
E in sordina lei leggerà tutto questo, quello che verrà, lo so, e morirà dentro. Le sto regalando un’occasione per essere amareggiata, crogiolarsi nel dolore, come piace a lei, e farsi commiserare.
Mi odierai per quello che ho scritto e per quello che pubblicherò in futuro, ma mamma ora perdonami tu, perchè io a perdonarti non ce la faccio più.

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3 pensieri riguardo “LE CONFESSIONI

  1. Ho sempre avuto un buon rapporto con mia madre, però capisco il bisogno di indipendenza, di allontanamento e di distacco da lei. Serve per poter crescere e diventare altro da quello che lei ha sempre desiderato per noi. Serve per poter prendere decisioni senza sentire la sua influenza. Di sbagliare e alzare la spalle se lei ce lo fa notare e anche un po’ pesare. Non l’ho mai odiata, ma ho sentito la necessità di mettere una distanza tra me e lei per potermi costruire una vita.

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