FRA TEMPO

IV.

Alla fine non ho mai davvero iniziato ad interagire con i miei coetanei.
Ho solo fatto l’osservatore esterno, il raccoglitore di dati che verranno dati in pasto a voi lettori su questo palinsesto.
Viaggiando leggera, senza valigia, mi sono accorta della fortuna che è guardare il mondo, non con gli occhi, ma dagli occhi.
E che la fortuna è come l’abbronzatura che ci si appoggia sulla pelle d’estate, non è una cosa che capita: bisogna starci sotto al sole, con le dovute accortezze, è chiaro.
Il patto è quindi non aspettarsi che quello che abbiamo deciso debba succedere, succeda per davvero.
Ad un certo punto chiudere il sipario del frattempo e soltanto andare, un passo dopo l’altro.
Camminare tra le sedute di una platea ormai o ancora vuota e silenziosa.
Guarda.
Poi succede come ora che qualcuno arriva o resta.
Il primo o l’ultimo spettatore, seduto là, nel fondo.
Nel frattempo che lo spettacolo inizi o che si accorga che lo show sia finito, ci faccio due parole.
Chissà…

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2 pensieri riguardo “FRA TEMPO

  1. Buonasera Federica,
    Scusa il ritardo ma ieri sera ero fuori con amici per una serata “compagni di scuola” lunghe chiaccherate, affetto e ricordi, una vita da condividere e mantenere i contatti.
    Spesso quelle osservazioni che rileviamo guardando qualcosa senza troppo coinvolgimento, ci consegnano un profilo più profondo rispetto a quello che troveremmo se guardiamo con un occhio “coinvolto”. Hai ragione sei fortunata a poterlo fare. In realtà credo che il tuo sia un talento naturale, una tendenza a non lasciarti trasportare da leggi imposte che ti obblighino a sentire sentimenti che a mente serena non sentiresti. A questo aggiungiamo la passione per il viaggio e il contatto con mondi a te estranei, ma senza corruzione. Una Gertrud Bell ante litteram che affascinata da antiche rovine non adotta quel mondo ma lo rende comprensibile.
    Bello e vero il riferimento all’abbronzatura, essa però non è solo un soffio e via, ma ti resta sia fuori con la pelle che cambia colore e dentro perchè quel calore ti conduce alla riflessione e nuovi paradigmi che completano la visione globale.
    Non aspettarsi nulla dagli altri, ci deve però far restare vigili, per capire se una deviazione del percorso ci porta a qualche novita.
    Quello che stai cercando, credo sia un luogo dove puoi sentire il cuore battere, fuori la città è solo un gioco di luci e gli attimi che seguono agli attimi ti restituiscono la terra e il sole.
    Il teatro è un luogo quasi magico, vite incrociate, speranza che un palcoscenico si illumini, aspettando nascosti dietro le quinte che arrivi il futuro, l’occasione a portata di mano.
    Un abbraccio grande Danilo

    1. Buonasera Danilo! Talento o non talento… insomma, invero non saprei dirle. Quello su cui mi trovo d’accordo è la mia quasi totale incorruzione, non corruttibilità anche. Riuscissi anche solo per un secondo ad aiutare qualcuno a fare chiarezza grazie a quello che scrivo, be’, che le dico: jackpot! È quanto mai vero quel che invece dice sul rimanere vigili, come onere e onore, per riflettere, sentirsi, accorgersi, prendere le misure. Crede bene Danilo. Lei è un abilissimo lettore. La abbraccio con affetto, a prestissimo.

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