FRA TEMPO

II.

Ho messo da parte un po’ di neuroni da poter buttare.
A mo’ di investimento, per amor di scienza si diceva…
Non me le sono andate a cercare, le reclute per il mio esperimento sociale.
Mi sono accorta che sì, in questo caso specifico basta uscire di casa, a volte nemmeno quello:
non importa quando, non importa come, non importa dove.
Quindi ho gestito il frattempo tra studiare i dementi ed avere a che fare con personaggi intelligenti, come una valigia da fare con coscienza prima di partire per un viaggio verso una meta ancora sconosciuta.
A tentoni ma con un senso.
Una dissonanza che non ci ha messo molto a farsi melodia.
Nonostante a volte abbia perso una ruota per strada o abbia portato maglioni finendo in una destinazione caraibica.
Mi sono pianta addosso, urlata in faccia e innamorata male.
È una valigia che ad un certo punto s’ha da svuotare e pulire.
Perchè ci sono, nell’attesa, un miliardo di cose diverse da me che continuano a vivere la loro vita, ch’è bella perchè s’incrocia con la mia.
Quindi in quel mentre i miei punti di partenza sono cambiati tante volte e dalle destinazioni mi ci sono fatta sorprendere.
Nel tempo le passioni, le mode, le tendenze, le abitudini si sono modificate, evolute, adeguate o dissolte.
E la valigia è stata da farsi da capo.

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4 pensieri riguardo “FRA TEMPO

  1. Buonasera Federica,
    Ecco ti sei lanciata nel mondo degli investimenti neurologici. Hai un buon numero di neuroni in saccoccia che puoi affrontare il rischio di perderli nell’operazione.
    Giustamente bisogna porre dei limiti al tuo progetto di ricerca, perchè altrimenti potresti confondere e annacquare il risultato. Hai con coraggio scelto chiunque si potesse mettere sulla tua strada, in quanto non sapendo prevenire prima la qualità del personaggio, hai scelto una universalità che sarebbe passata dalla tua selettiva padronanza della condizione umana.
    Hai spero impiegato il tuo tempo con ludica sollecitudine, inframmezzando delusioni e vivaci incontri.
    Mi piace molto questa idea della melodia che ti aiuta a preparare la valigia prima di partire. Una meta di viaggio che però non rispetta la musica che hai suonato, anzi, a volte lo strumento si è inceppato e talvolta neppure gli indumenti che hai portato rispecchiano il clima del paese.
    Questo rispecchia la difficoltà che a volte abbiamo nelle relazioni: quando incompatibilità varie o difficoltà di ogni genere riducono un’avventura che prometteva bene a un disagio, un voler ripartire e cercare una meta dove poter usare il bagaglio che mi sono portato.
    Alla resa dei conti te la prendi con te stessa, non sapendo che magari il tuo volo era stato cancellato e hai dovuto giocoforza ripiegare su altro, che rompendosi la ruota su quella strada ti ha salvata dall’essere coinvolta in un incidente. E tornando a casa la valigia va pulitadalla polvere e i panni lavati dall’odore del luogo da cui vieni.
    Ma il bilancio è fondamentalmente positivo, sei una donna a cui piace incrociare ed essere incrociata con la vita altrui, hai capito che l’attesa ti serve per riorientarti e scegliere meglio, che è bello conoscere e vedere e assaporare quell’immensità di esperienze di cui tu sei dono e ricevente.
    Con gli anni sei cresciuta e le tue priorità e le tue passioni sono cambiate, tranne quel meraviglioso stupore che è proprio di coloro che sanno guardare il mondo con l’anima.
    Un abbraccio grande Danilo

    1. Danilo, buonasera. È come sempre un immenso piacere averla qui.
      Il suo coinvolgimento mi scalda e tra le righe che scrive colgo stima che spero sappia io ricambio e moltiplico.
      Sì, ho speso e sì, mi sono divertita, infondo mi diverto ancora e so per certo che mi divertirò in futuro.
      Bagagli, mete, imprevisti… incontri, incompatibilità, disagio…
      sono ripartita, lei lo sa e sono ancora in viaggio ma ho le forze, ho la grinta giusta, ne ho voglia! Nulla accade senza che io lo marchi a fuoco con una delle mie marachelle, ma come dice, il bilancio è fondamentalmente positivo.
      Grazie per il bello che coglie in me, so che negli ultimi tre anni, anche lei, dal suo palchetto, mi ha vista crescere.
      La abbraccio, a presto!

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