CARTA

CARTA

Ci sorprendiamo davanti a un telefono attaccato ad un filo, monito di un tempo che non conosce battute d’arresto.
Mi guardo e vorrei essere categorica come lui, fare quello che devo fare, che è diverso dal dire “faccio quello che voglio fare”.
Allora mi chiedo: chissà se il tempo abbia voglia di fare qualcosa di diverso dal passare?
Annego nelle filosofie, buttando un sacco di sensazioni nel cesso del romanticismo, che è quello che devo fare per sentirmi una scrittrice, eppure anche l’unica cosa che mi faccia sentire veramente mia, veramente sempre.
E voglio averla come unica opzione possibile per sentire tutto, sentirlo forte, viverlo bene, farmici mangiare.
Sarà pur limitante guardare la vita con solo questa lente, ma so di essere responsabile per tutte le mie scelte.
Come so che davanti ad un bivio non si possa barare, perchè il destino, anche se fai il prestigiatore, le tue cazzate non se le beve, perciò ti metterà di fronte allo stesso crocevia infinite altre volte. Finché?
Finché travolta dall’ennesimo trasloco, nei panni di una biglia da flipper (credevo di averci perso un po’ il vizio e un po’ la mano), la colonnina di mercurio sale sulle sei ore di sonno finalmente, la mia temperatura schizza ai 38 gradi, mi brucia la gola e, cotta nel letto, penso che la vita non si vive come voglio io, ma si vive come vuole lei.
Gran bastarda che al suo gioco sa giocare da maestra.
Ed è meglio così, perchè ho perso il conto di tutte quelle volte in cui sono stata sicura che tutto quello che volevo forte, fosse esattamente quello di cui avevo bisogno.

Croupier, carta per me.

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4 pensieri riguardo “CARTA

  1. “Come so che davanti ad un bivio non si possa barare, perchè il destino, anche se fai il prestigiatore, le tue cazzate non se le beve, perciò ti metterà di fronte allo stesso crocevia infinite altre volte.”

    (Me la faccio tatuare in fronte questa X_x )

    Lu.

  2. Buonasera Federica, un’articolo esistenziale, di respiro fisico e intimo. Abbiamo molti modi per misurarlo ma non riusciamo quasi mai ad afferrarlo. Il tempo è una condizione in cui noi contiamo il giorno passato come memoria, l’oggi come azione e il domani come desiderio o destino.
    Come scrittrice hai ragione che devi saper stare nei tuoi panni, puoi diventare una delle mille sfaccettature delle inclinazioni umane, dieci e più donne differenti per sentirti una scrittrice nell’anima e nella penna. E’ una professione che si attacca alla pelle e ti completa e qualifica quando sei nel mondo. Non è limitante ma spazia, osservando le cose e gli accadimenti con occhio “clinico” con curiosità pronta a sfoderare un elemento del tuo essere scrittrice, con il tuo vissuto e i tuoi pregi e difetti. Il sapore tutto neoplatonico del dubbio, della costante necessità di compiere una scelta con la quale il tempo ci mette alla prova e se la risposta non è di suo gradimento te la ripropone cogliendoti in fallo. Spero tanto che il malanno sia passato e tu sia tornata in salute. Un abbraccio buonanotte Danilo

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