ATROFIA
A volte sintomo e causa giocano a saltare sui piatti di una bilancia che dovrebbe determinarne la priorità di gestione.
Nei fatti e disfatti della psiche uno è importante quanto, meno e più dell’altra allo stesso tempo.
Lo so, è incredibile.
In questa vita piena di stress, gasolio al rialzo, inflazione, truffe e deficienze artificiali, una delle delinquenze peggiori è quella d’esser fregati dall’esaurimento.
Noi ne ridiamo e ci dimentichiamo di come essere oltremodo stanchi e inconcepibilmente sovrastimolati causi un indebolimento organico del nostro corpo, a partire dalla perdita di tono nei muscoli, nella pelle.
Atonia muscolare: non ci salverà il botox.
Atrofia cerebrale: subiamo la nostra e quella degli altri.
Per salvarsi da questa, forse Caronte ha messo a disposizione un numero verde.
Tra le conseguenze dell’atrofia cerebrale, che è un danno strutturale del cervello spesso irreversibile, c’è l’afasia.
Come tutte le parole che solo a dirle si vince un viaggio nella storia, “afasia” deriva dal greco e sta a significare “senza voce”.
Afasico è chiunque abbia perso la capacità di esprimere le parole a seguito di lesioni di aree del cervello deputate a quest’attività.
Beh, ora che mi guardo intorno ce n’è parecchi di afasici!
Come tutta questa gente che arriva dai piani alti e non saluta.
Pensate che male deve stare ad avere il lobo frontale permanentemente danneggiato!
E quel CEO che deve sicuramente aver avuto un ictus, perchè ogni volta che arriva non riesce proprio a rispondere al mio “Buongiorno”.
La sua area di Wernicke dev’essere così lesa da farlo stare male e poi sembra quasi che non mi veda, ma io lo so che tra i sintomi dell’atrofia cerebrale c’è anche l’offuscamento della vista!
Sereno Luca: non sei uno stronzo, sei solo malato.

Buonasera Federica,
Stai diventando una psicologa provetta, conosci la teoria e la metti in pratica identificando il male interiore dell’uomo per farlo emergere con chiarezza. Una dottoressa della mente in grado di guardare intorno a te con occhio critico e introspettivo, capace di dare il giusto peso ad ogni elemento. Saper distinguere fra causa e sintomo è molto importante in ogni ambito di osservazione perchè è evidente che rimuovere solo una parte trascurabile del problema fa si che presto si ripresenterà e magari i sintomi saranno più gravi.
Viviamo in un presente incerto da molti punti di vista. Quello che però mi preoccupa maggiormente sono le profonde divisioni all’interno della società e fra gli Stati. Queste divergenze che frammentano il nostro mondo in piccoli gruppi partigiani, dediti al loro piccolo e ottuso angolino non fanno che indebolirci quando affrontiamo le sfide sia interne che esterne.
Lo stress sicuramente è la malattia che aggrava quelle che già ci sono, è una specie di carta del raddoppio della tensione e delle notti insonni. Con Caronte il numero verde è divertente ma ci chiede spesso la ricarica perchè il credito finisce velocemente.
Descrivi molto bene l’Afasia, questo modo di “non comunicazione” che mi sembra molto diffuso. Lo trovi un pò dovunque: in famiglia, sul lavoro, al bar, in ascensore, in banca o dal dottore. A mio parere è una prima barriera che l’uomo mette fra sè stesso e gli altri. Difficile distinguere a freddo se l’origine è dovuta alle lesioni cerebrali oppure se dovuta a difficoltà a vivere una giornata rischiosa di relazione con il mondo. Ancora, la sua diffusione può dipendere da altezzosità tardo preistorico, quando persone si sentono così in alto da aver paura di guardare giù, un problema di vertigini.
E tu trattieni il respiro, non lasciarti intossicare, tieniti alta in volo sopra la nebbia fitta verso le vette e il sole. Mantieni il cuore leggero e il passo sicuro con gli occhi che sanno regalare bellezza.
Un abbraccio grande Danilo.
Buongiorno Danilo!
Faccio del mio meglio.
Come sempre è grande anticipatore di temi futuri, il che mi elettrizza sempre.
La gag su Caronte l’ho apprezzata molto, grazie per avermi teso l’avambraccio!
Diventerò un’apneista provetta, cercando di volare fin lassù, che mi sembra più vicino di ieri, è vero, ma ancora lontano infondo…
non demordo, da qualche parte arriverò.
Spero mi aspettino piedi scalzi, rossi tramonti e qualche gallone di serenità mista ad amore.
La abbraccio, a presto!