ANCORA NIENTE DA DIRE

IDIOZIA

Quando me lo concedo, ciò che lascio fare al prossimo è sorprendermi o sconcertarmi.
La prima capita molto raramente, sarà per la mia segreta mania di voler avere tutto sotto controllo.
Che in fin dei conti sorprendere me non è nemmeno così arduo: basta un niente ma fatto con impegno.
La seconda faccio in modo che accada quando sono in magra con la scrittura.
Va da sé che di recente mi sia fatta sconcertare spesso.
Allora mi chiedo se l’esperimento sociale sia io o il mondo che Dio m’ha messo intorno…
Nel linguaggio comune, l’idiozia raccoglie tutto quello che somiglia ad una “profonda stupidità, scarsa intelligenza o un’azione, un’affermazione sciocca”.
Di fresco ho proprio capito (‘che l’ho sempre saputo) che ricoprire un certo tipo di ruolo, avere dei titoli di studio ampollosi, non salva dall’idiozia.
No, non salva dall’idiozia, perchè, se possibile, ne fa da cassa di risonanza e la amplifica.
Una laurea è come una malattia infettiva per la profonda stupidità e più laureati ci sono nella stessa stanza, più rapidamente il contagio si propaga.
La Sindrome del Savant, avete in mente?
Parlavo al telefono con un malato di questi.
Il quadro clinico mostrava un’insufficienza delle funzioni cognitive, di pari passo con lo sviluppo straordinario di un’abilità particolare.
Be’, il mio interlocutore, all’udire la mia voce di femmina, s’era tutto acceso; bonario, disponibile, ma anche cascamorto, un po’ marpione.
“Tesoro ricordami il tuo nome, perchè siete così tante, tutte bellissime, e a me, tutte queste donne mandano in confusione!”
La Sindrome del Savant e la confusione delle donne…

Fuga di cervelli? Vi prego, portatevi via anche quelli che sono rimasti!

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2 pensieri riguardo “ANCORA NIENTE DA DIRE

  1. Buonasera Federica,
    Le emozioni generate dalla sorpresa e dallo sconcerto, per qualcosa che accade e non è decifrabile nell’archivio del nostro cervello sono di qualità primaria perché, senza la capacità di aggiornarci o di meravigliarci per un pezzetto di mondo nuovo saremmo un sistema finito con la nostra capacità di autorigenerarsi senza input esterni. Mi piace questa tua capacità di sorprenderti nelle piccole cose, nei gesti quotidiani rivisitati e presentati in altro abito. Essere sorpresi aiuta a rafforzare le nostre risorse e capacità, mentre restare sconcertati ci aiuta a comprendere i nostri limiti e con coraggio superarli fino alla prossima frontiera.
    Sono d’accordo con te sul fatto che l’essere laureato, avere titoli di studio spesso non ti protegge dall’essere un perfetto idiota. Mi torna in mente in questi casi, il pensiero sentito ormai abitualmente che afferma come la generazione del dopoguerra senza studi e solo col lavoro ha ricostruito un paese, mentre sapienti laureati lo stanno portando alla rovina, con scelte pericolosamente inefficaci e dannose che ostacolano e rendono difficile anche operazioni più semplici.
    Fermo restando che ci sono comunque laureati portatori sani di sviluppo cerebrale e civile, penso che il nocciolo della questione risieda nel fatto che troppi laureati siano disconnessi dalla realtà. Progettare e ideare nuove forme di comunicazione o di sviluppo devono restare ancorate saldamente su ciò che è reale, presente e possibile. Le utopie portano solamente nei casi meno gravi all’oblio.
    Il quadro clinico è preoccupante davvero, un individuo che pensa di circuirti con poche capacità effettive e un sacco di trucchetti da avanspettacolo. Ma per fortuna tu sei molto più di questo: una donna capace di sorprendersi e restare sconcertata ma senza perdere la bussola restando invitta.
    Un abbraccio Danilo

    1. Buon pomeriggio Danilo. Ho letto con attenzione il suo spunto e sa qual è la parte che mi ha più impressionata? Quella in cui ci ricorda come una generazione senza studi abbia rimesso in piedi il mondo e quella che siamo oggi non sta facendo altro che portarlo alla deriva. Proprio oggi discorrevo di un tema simile, ovvero la necessità di rendere il mondo un luogo nuovamente abitabile, da interpretare come un dono per le generazioni del futuro o non causa di scrupoli quando si pensa al desiderio di dare la vita ad un figlio… Grazie sempre per le belle parole che mi riserva: le credo.
      Un grande abbraccio, a presto!

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