FRENASTENIA
Per ottenere di fare della scrittura un mestiere, ho stabilito come necessario l’avere un’idea.
Idéa, dal greco “vedere”.
Ho visto, in questo tempo, cose davvero ingrate, imbecillità perlopiù.
Allora ho pensato fosse una buona idea produrre quello che state leggendo e leggerete, ovvero una miscela di miserie supportate da teorie scientifiche e dal mio appassionato studio di alcune sindromi psichiatriche.
Il cervello gravidico, per dirne una.
La biologia nasconde il tracollo delle prestazioni del cervello delle donne in gravidanza dietro il termine “riadattamento”, o nobili cause tipo lo sviluppo dell’istinto materno e l’affinamento dell’empatia.
Io vorrei trattarlo per quello che è: un disagio.
Una sofferenza per chi, come me, non è incinta, ma subisce quello di qualcuno che lo è.
Dunque è giusto parlare di frenastenia, che è quel dolcissimo termine che identifica i malati “la cui sintomatologia rivela la presenza di uno stato di deficit (…) di gravità variabilissima”.
Un caso che sia capitato a me avere a che fare con uno di quei malati affetti da uno stato di deficienza gravissimo?
Qui non c’è sufficiente spazio per approfondire l’argomento, ma è indubbio che io abbia avuto a che fare con una frenastenica cerebropatica.
Sto ancora cercando di capire se questo tipo di cose si trasmettano in maniera osmotica.
Dovrei fare dei test che spero il sistema sanitario rimborsi.
O mi toccherà compilare un modulo CID nella speranza di recuperare qualcosa…
Di sicuro non quei neuroni che, per spirito di autoconservazione, hanno deciso di abbandonare la nave.

Buonasera Federica,
Ottima partenza dal fondamento della filosofia occidentale, da Platone e dall’idea vista come disegno che costruisce la realtà. Per cominciare a scrivere bisogna pensare, immaginare e elaborare. Ho compreso che la tua passione per la psichiatria e la filosofia, sono corrispettivi alla mia passione per la Storia che ci porta ad approfondire anche i dettagli per arricchire e completare l’opera.
L’osservazione dei fenomeni derivanti da episodi, da incontri che facciamo e che ci capita di studiare, devono poterci condurre verso il cuore, il centro nevralgico da cui tutto parte. Per addentrarci così profondamente occorre simultaneamente un coinvolgimento della nostra intelligenza ed insieme un distacco che ci permette di non farci distruggere o condizionare nei comportamenti e nei risultati.
La scienza ha sicuramente approfondito negli ultimi decenni lo studio delle problematiche riguardanti la gravidanza. Una condizione da prendere con i guanti. Sembrano lontani i tempi in cui in televisione si sentivano fare battute sulle donne nervose e arrabbiate dopo questioni di tradimento del marito imputandole agli ormoni che saltano da una parte all’altra. Certamente la donna subisce cambiamenti e trasformazioni grandi con la gravidanza, e il cervello deve convivere con queste variazioni biologiche, con la paura e con la gioia. Credo che il manifestarsi della patologia nevrastenica, sia una condizione già presente nella donna al momento dell’inizio della gravidanza e che tale esperienza funga da detonatore per una malattia che, sicuramente è un rischio per lei e il bambino e per chi incontra nei momenti in cui per casualità o destino ne subiamo gli effetti negativi.
L’origine della malattia può essere di tipo ereditario o anche biologica e con diversi gradi di gravità. Fino a pochi decenni fa, queste donne considerate magari pazze facevano una brutta vita nei manicomi nell’indifferenza delle famiglie.
Dall’incontro-scontro orchestrato dal solito destino matto, ne sei uscita con la consapevolezza di essere una donna con personalità, e di avere una base psichica costruita sulla roccia capace un domani di accogliere una nuova vita senza perdere la tua strada. Un abbraccio grande Danilo
Buongiorno Danilo, torna qui affezionato con il consueto valore del suo pensiero.
Siamo speculari, vede? Forse addirittura complementari negli interessi e nelle curiosità.
È sempre bello vedere quanto dotto sia su molti temi.
Sì, so di tirarmene fuori con carisma, certo;
Ammetto che le ultime righe mi abbiano dato i brividi, emozionandomi.
Grazie, a presto e la abbraccio