VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XX.

Di amore non si muore, anche perchè quando ho pensato che sarei morta, alla fine non sono morta mai.
E forse mai si muore davvero, dico adesso, perchè può essere che in passato qualcuno d’amore ci sia pure morto, però magari qualcosa dentro di noi un pochino sì.
Qualcosa dentro di noi, quando un amore finisce, se ne va per davvero.
Bisogna solo decidere se tenerlo un buco nel quale continuare ad inciampare o una buca da nutrire con un seme e del concime.
È che all’inizio fa male, ma è il male di un dolore che non si capisce tanto bene: quando è iniziato, perchè, se scemerà o ci renderà solo scemi, se siamo colpevoli, se siamo stati colpiti, se è per sempre o si tornerà assieme.
Dina mi ha detto che non si può evitare, ma che si può far diventare un dolore accettabile.
Allora ho iniziato a fare cose che all’inizio mi sembrava non avessero senso ma, vi dirò, dopo un po’ tutto un senso inizia ad averlo.
E se anche così non dovesse essere, non è che le cose debbano avere chissà quale senso.
Ho sentito dire che la vita è una lotta e che finché c’è lotta c’è vita.
Mi va bene lottare, mi piace: alla fine anche i gladiatori, quando ne uscivano vivi, bevevano acquavite all’ombra di un fico.
Perciò penso che, anche dopo quella che sembra una specie di morte pronta a portarsi via un certo numero di cose, viene sempre un Natale in cui ce ne vengono regalate tante altre.
Bisogna solo aspettare che arrivi, comportandosi bene nel mentre.
I gladiatori è evidente che morissero per qualcosa che non era amore, perchè no: d’amore, sapete, d’amore non si muore.

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6 pensieri riguardo “VENTICINQUE (NON) LEZIONI”

  1. Buonasera Federica,
    Ti scrivo dopo un pomeriggio passato con parenti, fra cui due vivaci bambini insieme diversi e complementari che stavano fermi molto poco e correvano in giardino indifferenti ai richiami di mamma e papà.
    “D’amore non si muore e non mi so spiegare perchè muoio per te”, cantava un noto cantante: solo un piccolo esempio di come la musica o anche la poesia abbiamo sempre sviscerato i sentimenti e le condizioni che si creano dopo la fine di una relazione. Partiamo col dire che la fine dell’amore impatta la vita sia dell’uomo che della donna. In entrambi i generi si scatena una tempesta emotiva che sconvolge i nostri equilibri, rimette molte cose in discussione e rende difficili le relazioni che prima si svolgevano con armonia.
    Secondo me sappiamo bene l’origine del male che ci opprime, perchè abbiamo subito un taglio psicologico drastico che ci cambia completamente prospettiva, ci fa sentire come abbandonati, non capiti, non compresi, non accettati. Questo vale per chi lascia e per chi viene lasciato, perchè a meno che non sia un essere privo di emozioni, chi lascia una parte di sofferenza la porta con sè.
    La Dina ha visto giusto: il dolore va accettato ma prima va compreso dentro di noi, lasciarlo fluire e accettare che in quel momento sei fragile e in divenire per incorporare l’esperienza interiore.
    La lotta in cui ti vedo impegnata è quella in cui ogni giorno cerchi di essere tè stessa, di realizzare i tuoi sogni, di sorridere al mondo anche se c’è tristezza o delusione.
    Il tuo lato forte è la speranza che si riflette nelle ultime righe: sottoscrivo in pieno l’idea di lasciarsi alle spalle cose vecchie per attendere con trepidazione quelle nuove sempre se siamo stati bravi.
    Ti voglio lasciare con un piccolo aforisma: “Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni”. Un abbraccio grande e buonanotte Danilo

    1. Sembra esser stato del tempo di qualità Danilo.
      So che come si è stati bene in due, è sempre in due che si sta male ed è proprio vero che sappiamo fin dall’inizio “di che morte finiremo per morire”.
      Quando la Dina ne sbaglierà una, non ci crederò, non mi sembrerà vero; così come se dovesse dirne lei una sbagliata, Danilo!
      Come al solito la sua fotografia di me è perfetta.
      Con immenso affetto, la aspetto la prossima domenica!

  2. Dire che d’ Amore si può morire è una grossa banalità, si muore solo quando ci sono incidenti, infortuni e malattie.L’ Amore è il sentimento che ci fa bene, dà speranza e quel barlume di felicità che spesso ci porta ad essere speranzosi.
    Quando ci si innamora il nostro cervello produce serotonina ch’è l’ ormone del buonumore ( chiamiamola felicità )
    Credo di non aver sentito mai la felicità né mi ci sono mai avvicinata non conosco come ci si sente quando ci s’innamora perché non mi sono mai innamorata .
    A questo punto magari può venire voglia di ammazzarsi , ma mi amo troppo per farlo .D’ Amore non si può morire , si muore dentro quando l’ Amore ci delude e quello credo sia devastante.Sono qui a scrivere e non so come ci sono arrivata.Ho scritto la mia opinione e con questo ti saluto , ciao !🫶🏻🙋🏻

    1. Desire, alla fine, se ti ami, un po’ la Felicità la conosci e senza saperlo magari, stai provando la miglior forma d’Amore.
      Quindi mi pare che siamo d’accordo: d’amore, sarcasticamente per fortuna non si muore.
      A presto!

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