SUPER CAZZOLA

È quando ci rendiamo conto che l’amore è come l’episodio più sanguinolento di una serie true crime e che non sappiamo proprio che fine fanno gli amori che i cantanti cantano nelle canzoni.
Non possiamo spiegarci da dove iniziano gli arcobaleni, allora passiamo il tempo seduti sul water a chiederci se davvero esistano degli elfi a guardia di pentoloni dorati.
Che poi, per assurdo, sembra l’unica spiegazione plausibile…
Come sembra possibile evitare di incontrarsi per le strade solamente aumentando la distanza nello spazio tra due corpi, riluttanti ma bramosi, quando invece, da veri stupidi, ci scordiamo che ricordi e pensieri a volte sono presenze più spesse di quella stessa carne.
Quando il comfort dei nostri vizi diventa l’ipocrita effetto placebo dei nostri mali, fisici e sentimentali, e non ci curiamo mai, nella veramente poco saggia convinzione che ci basti smettere di provare dolore, che l’atto del curare sia superficiale.
Per questo si fugge, giudicando migliore ogni ventaglio di soluzioni alternative.
Allora super cazzola perchè a volte è meglio che certe cose restino solo una possibilità che avremmo dovuto sfiorare appena col pensiero, come quando ci svegliamo sapendo di aver sognato, ma il ricordo di quel sogno se l’è mangiato l’oblio.

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2 pensieri riguardo “SUPER CAZZOLA

  1. Cara Federica, sogno e realtà sono due dimensioni della nostra mente e della nostra umanità perfettamente intersecate fra di loro a costruire la trama della nostra vita. Io le immagino come due sorgenti di elettricità, che convivono all’interno di un piccolo nucleo e quando si scontrano sono scintille. Bellissimo il riferimento sulle origini dell’arcobaleno, un tuffo nel mondo dei fratelli Grimm. E’ vero quando dici che spesso il ricordo di una persona, a volte rende quella persona lontana più presente invadendo i tuoi sensi e la tua anima di quanto faccia la sua presenza fisica.
    Il sogno ad occhi aperti poi diventa aspettativa, immaginiamo che ciò che abbiamo sentito raccontare sia ciò che veramente accadrà. E quando non succede fatichiamo a riequilibrarci e trovare serenità.
    Qualcuno sceglie di non aspettarsi niente da nessuno, niente da sperare, o da scoprire, proprio per non sentire il dolore o la delusione.
    Invece bisogna prendersi cura di se stessi, riprendendo ogni volta a sperare, amare o cercare la pentola d’oro. Perchè solo così, rialzandoci una volta di più, potremo arrivare alla meta. Un abbraccio Danilo

    1. Leggere di mete è un’ironia della sorte, ma so che in qualche modo lei è come un lettore onnisciente. Chi gliele racconti, tutte le cose che riesce a capire leggendo, io non lo so… sta di fatto che è proprio vero: bisogna prendersi cura di sé e spesso questo non significa solo “coccolarsi”. Viviamo costanti dualità, basta voler o saper scegliere.
      Grazie Danilo, la abbraccio

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