PILOTA
I sensi ci guidano nella conoscenza del mondo e nella costruzione della sua memoria.
Ciò che percepiamo è l’unica chiave di lettura che apre le porte all’esplorazione del non ancora conosciuto.
Così vaghiamo, a volte sconsideratamente, altre con giudizio, alla ricerca di sensazioni che inebrino o ottenebrino quei nostri sensi, ponendo confini ove necessario o mirando verso orizzonti più remoti.
Con gli occhi distinguiamo ciò che è bello o che così appare.
Quello della bellezza è un concetto che trova radici nell’antica e proverbiale saggezza della filosofia greca.
Un telaio che incrocia i fili dell’idea del bello alla percezione dell’anima di buono, armonico, ordinato.
Fili mossi dal nostro personalissimo giudizio.
Ma come giudicare, come manifestare al mondo ciò che infondo in termini razionali non riusciamo a dire?
La bellezza non fa forse parte di un sentire opposto alla concretezza della logica, dei costrutti?
Seppur quella della bellezza sia sempre stata una visione che ogni epoca ha espresso a suo modo, spesso e volentieri la diacronia ha voluto che essa si sposasse perfettamente entro i confini della figura, del corpo femminile.
Ora abbandonate l’artifizio di questo prologo.
Non citeremo Hegel, Nitezsche o Goethe; non parleremo di temporalità, pathos o arte.
Porteremo a galla tutto il sarcasmo che la bellezza, come un segreto di stato, censura al mondo da secoli.

Buongiorno Federica,
Ti scrivo con ritardo perché ieri sera ero fuori con amici e non ho potuto risponderti subito.
Hai ragione: La memoria viene riempita di sensazioni e ricordi si da prima del parto. A concorrere alla sua edificazione sono i cinque sensi, diretti da cuore e cervello che a tutto danno ordine e significato.
Procedendo nella crescita, ed esplorando il mondo intorno a noi impariamo attraverso le gioie e le delusioni, la curiosità e la fantasia classificando i nostri bisogni, le nostre scelte e i loro risultati. Non è un processo liscio e sicuro, piuttosto è una serie di salti brevi, a volte troppo lunghi per noi. Varchiamo confini fisici o mentali, nella speranza di trovare quella terra promessa che ci faccia sentire a casa.
Il nostro mondo ha un debito grande con il mondo antico greco-romano per quanto concerne l’idea di bellezza. Essa racchiude quello che spieghi molto bene sull’equilibrio e l’armonia delle forme. E abbiamo anche la bellezza interiore, le virtù che fanno degli uomini esseri capaci di provare empatia o fede o misericordia. La bellezza può essere oggettiva, quando agli occhi di tutti si manifesta il suo splendore. E poi abbiamo quella soggettiva, percepita da uno si e dall’altro no. Un uomo o donna possono trovare l’arte meglio espressa in un autore piuttosto che l’altro.
Nella bellezza esistono i canoni, che sono delle guide per identificarne i tratti salienti. Essi sono preparati dalla logica o quantomeno da un pensiero regolatore. Naturalmente però possiamo percepire più bello lo stile gotico rispetto al barocco. Perché a farla da padrone in noi non è la logica, ma l’istinto di simpatia che in un dato momento ci fa vedere bello e armonioso qualcosa o qualcuno.
Regina incontrastata della bellezza è la donna: Dalle forme femminili di argilla fino alla ragazza della porta accanto o che incontri in metropolitana. Musa ispiratrice di ogni forma d’arte, dalle pitture rupestri alla letteratura erotica di qualità. La donna è quanto l’uomo abbia di più bello e avvicinabile come modello di bellezza fisica e spirituale. Non dimenticando che ci sono eccezioni e, non bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
Ricordiamoci che la donna fu creata dal fianco dell’uomo, per essergli accanto, non dietro e non sotto i piedi. Attendo con curiosità i prossimi articoli, intanto ti abbraccio forte Danilo
Buongiorno Danilo, spero che la serata sia trascorsa piacevolmente.
Come sempre i suoi excursus sono molto affascinanti, ricchi di spunti e riflessioni di valore.
Le ultime righe fanno vibrare il mio cuore e le mie speranze!
Ci leggiamo presto, la abbraccio.
«Bellezza (s.f.). Il mezzo con cui una donna conquista l’amante e terrorizza il marito.»
— Ambrose Bierce
Curioso e ilare!