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DUE

DUE

DUE

Ogni mattina un pezzo di fetta biscottata mi cade a terra dal lato della marmellata.
Mi fa andare fuori di testa l’arroganza con cui il mio inconscio ti immagina, l’atteggiamento noncurante con cui prende a schiaffi il mio cuore ogni notte, disegnandola a sole quando invece è il buio a fare ombra attorno a tutte le cose.
E mi fa impazzire il modo in cui il mio elettrocardiogramma saprebbe raccontare la storia di un terremoto. Tra le macerie e i cadaveri ride, ride così forte la mia voce da imbarazzare il cielo che si fa sottile al punto da sparire.
Ti vedo là infondo ai confini del mondo: sei come la pentola d’oro all’altro capo dell’arcobaleno.
Mi lega a te la schiuma di una birra da bere sull’alta quota della vita che ci aspetta.

Questa Terra è finita e siamo rimasti due.

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