(D)IO NON GIUDICO

(D)IO NON GIUDICO

“Io non giudico”
Ma chi ci crede?
Il giudizio, penso io, è l’eco di quel che resta, di questi tempi, del pensiero critico.
La malizia o la differenza la fanno il modo in cui si giudica: se si osanna o si condanna.
Io spesso e volentieri condanno. Mi piace, ho come un debole, irresistibile.
Che non si fraintenda però: non giudico condannando tutti indistintamente e sempre.
Capita raramente, a dire il vero, che io me la prenda con qualcuno di preciso e questo mese è toccato a qualcuno che corteggio già da tempo, ve lo spiego.
L’aspetto esteriore è già sintomo di qualcosa che nella sua personalità si perverte: altezza inversamente proporzionale allo spessore e sono compresse, queste misure, in un corpo che solo a guardarlo è tutta una cacofonia a maschera di un carattere perfido e subdolo, esasperazione di un’insicurezza ben radicata che, grazie al cielo, si è tramutata in impotenza fisica.
Un concentrato di passiva aggressività la mia che aspetta solo il momento adatto per premere sull’acceleratore della disinibizione.
Quanto tempo ci vorrà prima che un Guido Meda mi gridi “gas a martello” non mi è dato saperlo… io aspetto, tanto com’è che si dice?!
“La pazienza è la virtù dei forti”, ormai ci ho fatto il callo.

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4 pensieri riguardo “(D)IO NON GIUDICO

  1. Ma è tutto un (suo) esperimento psicologico danese. La perfidia sta nell’aver investito mesi di formazione umana tesi a fare abbassare la guardia, in modo poter annegare tutto con il grande pantone verde marcio del pensiero unico. E chi ancora possiede un eco di pensiero critico diventa un pericoloso reazionario.
    Ma padre tempo lavora in silenzio, MUAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAH

  2. Buonasera Federica, nel tempo in cui viviamo sembra che il “giudizio” sia notevolmente bistrattato, abusato e tirato per la giacchetta, urlato e sottomesso a questa o quella opinione ma comunque spesso e volentieri necessario come un punto alla fine di una frase.
    Il giudizio noi lo intendiamo soprattutto come sentenza su una persona o argomento, ha spesso il carattere definitivo di valore scolpito nella roccia, ma in realtà è la capacità di giudizio che dimora in noi che non è capace di lavorare senza un bagaglio di esperienze negative, pregiudizi, paure che inficiano la possibilità di un pensiero distaccato e limpido.
    Una persona ti ha fatto soffrire, probabilmente illudendoti per raggiungere il suo scopo e lasciandoti con l’amaro in bocca, ferma alle posizioni di partenza in attesa e desiderosa di scrivere e vivere. Anche fisicamente la persona rispecchia quello che ha dentro, la materia rugginosa di cui è fatto si rivela nel fisico come il ritratto di Dorian Gray.
    Forte sei forte, devi esserlo ma non avere mai paura di chiedere un abbraccio, un conforto a chi ti sta vicino. La speranza e l’augurio per questa Pasqua è che presto arrivi per te l’occasione che desideri e che ti permetta di emettere un giudizio benevolo. Un abbraccio Danilo

    1. Come al solito di grande valore e capace di leggere tra le righe! Calzante il Dorian Gray, che mai come in questa occasione, è stato più adatto citare… tantissimi auguri Danilo e alla prossima

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