Sette per cento
La storiella di oggi avrei potuto intitolarla “Che B8ino!”.
I rebus mi piacciono da morire, soprattutto quelli indecenti e vergognosi come questo.
Dormo poco e vorrei dormire di più. La mia mente macina cose in continuazione, è iperattiva, creativa, instancabile. Finché non crolla senza nemmeno accorgersene sul divano, in un torrido pomeriggio estivo, preda di un pisolino di quelli che ti svegli dopo un quarto d’ora e: sono passati due giorni, ti addormenti Federica e ti risvegli Carlo, ti chiama tuo padre (col telefono che vibra prepotente sotto a un orecchio) e dice “Fede, è arrivato un messaggio da Toyota: hai fatto un incidente!”
Ho fatto un incidente?
Carlo: abbiamo fatto un incidente?
Dal B8 precedente è passato circa un anno, il ricordo è ancora fresco.
“Pa’ dimmi quanto” mentre cerco di scollare una palpebra dall’altra e infilarmi le Vans senza le calze, che è un’impresa titanica. Saltellando verso la porta, scendo in strada.
“Sette per cento”
Un bacino, penso. Un bacino di quelli che fanno della tua targa anteriore una romantica mezzaluna.
Affetto di cui avrei fatto a meno, sono sincera.
Ah! Ma io me la ricordo la macchina che avevo davanti: un suv bianco che avrà sicuramente avuto un sistema di video sorveglianza all’avanguardia e dei sensori di parcheggio coordinati come gli strumenti di un’orchestra.
Alla guida ci sarà sicuramente stata una donna che, mentre i sensori facevano “Bibibibibibibiiiiip” lei pensava la stessero incoraggiando ad uscire indenne da un parcheggio a S…

Ciao Federica, eccoci a un nuovo appuntamento, direi che la tua macchina avrebbe bisogno di una benedizione particolare contro i parcheggiatori pazzi che l’hanno presa di mira, si vede che nell’ambiente delle quattroruote è gettonatissima. Certo che alla Toyota il tuo numero lo sanno a memoria. Nel frattempo tu sei impegnata a 360 gradi a creare, ascoltare te stessa e il mondo intorno a te, a pensare e realizzare in maniera totalizzante il tuo talento. Comunque la tua storia mi ha fatto pensare che se c’è un senso a questi eventi, lo possiamo intendere come la simbiosi fra te e la tua vettura come nell’opera di Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” dove la tua macchina come il ritratto subisce gli infortuni e le ferite degli anni mentre tu resti indenne, protetta almeno fisicamente dal mondo. Mentre dalle ferite dell’anima e dalle inquietudini dell’esistenza abbiamo le nostre sole forze e in prima linea. Buonanotte e un abbraccio Danilo
Danilo, il parallelismo è calzante, speriamo solo che sia meno invasivo e distruttivo 😂 è sempre un piacere leggerla! Alla prossima