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VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

VII.

Ci sono diversi avvenimenti nella vita attorno ai quali si cuce tutta un’aspettativa pronta a crescere a dismisura.
Alimentata un po’ dai film, dai libri e dai nostri desideri, certi eventi, diciamo cruciali, soggiogano le nostre attese al punto da farci rimanere enormemente delusi.
Non sono mai stata una anticipatrice dei tempi.
Li ho spesso rincorsi, questo è vero, ma in fin dei conti penso che le mie attese siano state deluse al momento giusto.
Gli eventi su cui una ragazza nella media, in adolescenza, tendenzialmente ricama, sono il primo amore, il primo bacio e la prima volta.
Il mio primo amore è stato platonico, forse Zac Efron se la memoria non m’inganna.
È stato bello: non mi parlava e non sapeva che esistessi. Era solo bello e perfettamente idealizzato.
Quando ho iniziato ad avvicinarmi agli essere umani “normali” è iniziato il “Ciao Darwin” della mia vita.
Incredibile quante persone non siano rinchiuse in una clinica…
Una parola per descrivere il mio primo bacio: bavoso.
Avevo sempre sognato una cornice primaverile e dai tratti romantici, un ragazzo gentile e galante, un picnic in mezzo ad un campo di margherite…
Delulu
Posso dirvi che prima di ribaciare qualcun altro ci ho messo un po’?!
La mia prima volta non so se voglio dimenticarla per la location o il partner.
Non dico che mi aspettassi petali di rosa e bicchieri di champagne, però un po’ di impegno, una migliore gestione della logistica…
Cali il sipario sulla settima lezione: “avere basse aspettative rende la pelle più liscia e il cuore più sereno”.

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