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VENTICINQUE (NON) LEZIONI

(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI

XX.

Di amore non si muore, anche perchè quando ho pensato che sarei morta, alla fine non sono morta mai.
E forse mai si muore davvero, dico adesso, perchè può essere che in passato qualcuno d’amore ci sia pure morto, però magari qualcosa dentro di noi un pochino sì.
Qualcosa dentro di noi, quando un amore finisce, se ne va per davvero.
Bisogna solo decidere se tenerlo un buco nel quale continuare ad inciampare o una buca da nutrire con un seme e del concime.
È che all’inizio fa male, ma è il male di un dolore che non si capisce tanto bene: quando è iniziato, perchè, se scemerà o ci renderà solo scemi, se siamo colpevoli, se siamo stati colpiti, se è per sempre o si tornerà assieme.
Dina mi ha detto che non si può evitare, ma che si può far diventare un dolore accettabile.
Allora ho iniziato a fare cose che all’inizio mi sembrava non avessero senso ma, vi dirò, dopo un po’ tutto un senso inizia ad averlo.
E se anche così non dovesse essere, non è che le cose debbano avere chissà quale senso.
Ho sentito dire che la vita è una lotta e che finché c’è lotta c’è vita.
Mi va bene lottare, mi piace: alla fine anche i gladiatori, quando ne uscivano vivi, bevevano acquavite all’ombra di un fico.
Perciò penso che, anche dopo quella che sembra una specie di morte pronta a portarsi via un certo numero di cose, viene sempre un Natale in cui ce ne vengono regalate tante altre.
Bisogna solo aspettare che arrivi, comportandosi bene nel mentre.
I gladiatori è evidente che morissero per qualcosa che non era amore, perchè no: d’amore, sapete, d’amore non si muore.

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