(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
XIV.
Toc Toc: oggi ti sei chiesto chi sei?
Oggi sono Vincenzo, ho quattro anni e tra la cultura e le polpette, io scelgo le polpette.
Oggi sono Vincenzo perchè sono stufa marcia degli adulti che, con la licenza del deficiente, vogliono insegnarmi come vivere.
Al diavolo!
Mi parlano di compromessi che non sono più disposta ad accettare.
E ho imparato questo: che più cresci e meno ne accetti.
Più cresci e (in teoria) meglio scegli.
O quantomeno lo fai forse con più precisione, le capacità di discernimento e scissione si affinano.
Ho investito del tempo chiedendomi se le mie nuove pretese fossero frutto di capricci o della voglia di non farmi prendere più per il culo.
Come sempre il tempo è galantuomo ed ecco che, decisamente, non ho più voglia di farmi prendere per il culo.
Sono diventata poetessa di risposte per le rime (anche se mia madre direbbe che lo sono sempre stata).
Mi rifletto in specchi che mi mostrano quello che valgo e quanta fatica abbia impiegato per capirlo.
La vita è piena di troppi megalomani deficienti che tentano invano di buttarmi giù.
E ci provano con me, con te, con tua sorella, con tuo marito.
Le conseguenze delle nostre pretese non sempre sono vittorie con benefici immediati, però ho capito che, quando abbiamo la sensazione di non doverci piegare e di farci sentire, allora vale la pena pretendere e farlo forte.
È vero: la rivoluzione non si fa con le parole, ma la mia Fortuna mette in scena certi coup de théâtre niente male.
Quindi sì, oggi sono Vincenzo e mentre voialtri tentate di rompermi le palle, io annego nel sugo delle mie polpette.

