(NON) IMPARATE IN VENTICINQUE ANNI
XII.
Poi a un certo punto ho capito che l’età è solo un numero.
Non ha nemmeno la responsabilità o la dissolutezza che diamo agli alibi.
L’età è solo una o due cifre che si stanno accanto e che nella maggior parte dei casi non hanno un granché da dire.
Ma anzi è la densità del tempo dal quale si fanno attraversare che fa la differenza.
Perciò rimango ancora a bocca aperta quando qualcuno più giovane di me mi ammonisce e lo fa perchè ha ragione.
Per questo chiudo la bocca quando un bambino ha qualcosa da dire.
E invece alzo gli occhi al cielo quando quella quarantenne pazzoide pensa di saperne più di me solo perchè è arrivato il momento di ritoccarsi la tinta.
L’età è solo un numero che non risponde alle leggi algebriche e se ne frega delle geometrie; non gliene importa niente né di formule né di calcolatrice.
L’età è la relatività con cui ognuno di noi tocca le cose:
l’ultimo anno ne è durati sette
il tempo con te vola
negli ultimi mesi mi è sembrato di aver vissuto una vita
ho ventisei anni e posso ancora fare tutto quello che mi pare e quello che mi pare potrò farlo sempre
ventisei anni fa mia madre era in ospedale a partorire
E ammetto che, dirlo così, fa sembrare la mia età un numero molto più grande di quello che mi grava sulla carne.
Per questo mi guardo allo specchio, sospiro e sorrido: l’età è davvero solo un numero.

