Pianerottolo
È tornato il momento di tirare le somme, anche se preferirei tirare in aria un paio di dadi e far decidere al misto tra gravità, intenzione e caso, il prossimo passo da fare, il prossimo posto in cui andare.
Da vigliacca?
Forse sì, ma è più probabile che forse no perchè, siamo sinceri: chi affiderebbe mai le pieghe che la propria vita può prendere, al caso delle cose?!
Mancano giorni ormai prima che i miei anni vivi nella memoria di questa vita siano venticinque.
Scelgo ancora meglio i libri che le persone, la mia arrabbiatura feroce si è ridotta ai dieci minuti di orologio e qualche violenza inferta alle malcapitate cose negli immediati dintorni.
La mia personalità è stata minuziosamente programmata per innescare un po’ di confusione: elettrica, spiritosa, a tratti libidinosa e caricaturale (sì, insieme).
Tirare le somme e pensare a ritroso sono un romantico duo di cui non riesco a disfarmi, allora penso a cinque anni fa: a quel tempo avevo vent’anni e non ero pazza abbastanza.
Paura ne avevo troppa e di idee chiare ancora nessuna.
Mi piacciono sempre le piccole cose, il bello è che adesso sono capace di godermele, godermele davvero.
Sono coi piedi sul pianerottolo del mio futuro: oltre la porta troverò gradini o il vuoto?

