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SARCASMO e altri rimedi

OSTACOLO

Eppure, nonostante la bellezza sia più un caleidoscopio che una moneta, nasconde anche ad occhi attenti un lato ombroso.
La bellezza resta interesse di molti e appannaggio di pochi, pochissimi intenditori.
Diventa invece, per le masse analfabete di valori, alibi per difendere azioni di dubbio stile e pregiudizi lontani da ogni rivoluzione del modo di pensare.
La bellezza si interpone come ostacolo, quindi come qualcosa che “sta di contro”, come corpo nello spazio, tra la sua raffigurazione ed uno scopo (un lavoro, un incarico, un’ascesa di carriera, una richiesta di ogni sorta).
Se la parola ostacolo agli albori della sua storia evidenziava un impedimento fisico e spaziale, nella sua evoluzione riguarda qualsiasi impedimento, barriera o difficoltà, anche astratta.
La bellezza, per come ne racconteremo qui e adesso, diventa scoglio.
Tutto ciò che viene utilizzato in modo univoco, non fa che togliere dignità alle sfumature che rendono uniche le cose.
Penso a quando sono stata assunta a vent’anni in un negozio di abbigliamento soltanto perchè il direttore del punto vendita era un arrapato senza scampo.
Lo ringrazio: ho comunque versato i contributi.
Mi vengono in mente le successive numerose volte in cui, nonostante il mio vasto parco neuronale, sia stata giudicata adatta solo per la piacevolezza del mio aspetto.
Adatta e non credibile, non necessariamente capace.
Vestita di bello corro in vantaggio, ma vista solo da questo occhiello mi sento come una macchina da corsa spenta nel parcheggio.

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