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PROPAGANDA

L'abuso d'indipendenza

L’ABUSO D’INDIPENDENZA

Propaganda per delegittimare il piacere di fallire in compagnia.
Una propaganda che ha manipolato in vari modi le mie opinioni.
Ci hanno convinti che per ottenere consensi dobbiamo essere bravissimi a fare tante cose da soli, dove “tante” ha la misura di tutte.
Desideri un partner?
Non ne hai bisogno, l’amore che dai a te stesso è abbastanza, meglio solo che male accompagnato.
Così non vivi prima nell’illusione e poi nella delusione, senza ricordarti che se vieni illuso e deluso, la responsabilità è comunque soltanto tua.
L’anelito di sentire addosso la pelle di un altro?
Cosa credi che abbiano inventato i sex toys a fare?!
L’autoerotismo è la miglior forma di soddisfacimento del desiderio: non devi perdere tempo a spiegarti a nessuno con il rischio di rimanere deluso.
L’istinto materno è irrefrenabile?
Che t’importa se non hai un partner: puoi rendere la meraviglia della vita un’asettica partita a solitario.
Questa propaganda contrattacca mentendo per omissione.
Soli, indipendenti, forti, orgogliosi.
Ma quanto costa? Che prezzo ha?
L’abuso d’indipendenza è una cambiale che non promette niente di buono da costruire.

Fino a quando ho tappato le orecchie e chiuso gli occhi.
Ho sentito una carezza sul viso, il calore della mano di mio padre sulla spalla.
Aprendo gli occhi, ho visto quelli di mia sorella.
Ho sentito in un sussurro la voce delle mie persone.
In un mondo di vigliacchi come questo, non fallire da soli è l’inizio della rivoluzione.

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