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PERIFERIE

Granulare

Alla fine alla parola “periferia” ci ho pensato abbastanza.
La sentenza è che la modernità non è sempre una condizione evolutiva, anzi, spesso punta verso la più incivile involuzione.
Il tempo è un telaio di fili che connettono presente, futuro e passato.
Eppure non ho trovato un solo filo da seguire per disegnare la tela ordinata di connessioni di significato a cui aspiravo.
Ho solo continuato a passeggiare, in equilibrio sui bordi di un groviglio.
Il mondo è un composto fatto in granuli.
A volte visibili come la sabbia, la ghiaia, lo zucchero, altre microscopici.
Ogni tanto possiamo setacciarlo per trovare le risposte che cerchiamo, mentre spesso accade che sul nostro setaccio non rimangano residui alcuni della saggezza che speriamo possa alleviare il nostro tormento.
La fisica ci insegna che tutto si trasforma e nulla si distrugge;
la metafisica che tutto è energia;
la letteratura che tutto è un po’ retorica e la filosofia che ogni epoca è metamorfosi e sistematico ripetersi.
Lo spazio si crea in modo metodico, in un moto sia espansivo che preesistente.
Quindi la periferia è un posto che per forza e sempre continua ad espandersi e preesistere.

Infine, non volevo che portare a galla l’ennesimo conflitto.
Forse pure uno dei più antichi del mondo.

Non di certo con la supponenza di risolverlo.

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