III.
Mani in alto per tutti quei colpi fortuiti che la vita mette in scena.
Che spesso sembra di vivere una specie di mondo mezzano, al limite tra la panacea dello stato embrionale ma evolutivo della vita, e quello confuso e violento della guerra.
Colpa nostra che lì per lì non ci capiamo niente…
Le rivelazioni bussano alla nostra porta sempre e solo a posteriori.
E menomale dico io, perchè voi come ve la immaginate una storia che racconta di un Icaro che le ali non se le brucia?!
Mi indigno volentieri e ad intervalli regolari tra battute di caccia, d’arresto e sapido sarcasmo.
Ho goduto dei colpi di scena che la Vita ha improvvisato sul mio palco fino adesso e la sua sceneggiatura mi sembra buona, quindi continuerò a lasciarla fare.
Niente da dire oggi, per dire che dopo ben quattro mesi dalla mia partenza da Verona, ho capito quanto sia stato necessario essermene andata.
(Tornandoci comunque quasi ogni weekend, ma questa è un’altra storia…)

Buonasera Federica,
La Vita sicuramente è un’ottima sceneggiatrice e regista, inconsapevolmente recitiamo il nostro ruolo e siamo davvero meravigliosamente sorpresi dei suoi colpi di scena. Pensando al tuo “mani in alto” mi ha ricordato come nei film western il protagonista riesce lo stesso a vincere il duello con l’avversario seppur disarmato e in balia del nemico estraendo il coltello da dietro la schiena.
Bellissima la frase sul “mondo mezzano” mi fa venire in mente Il Signore degli anelli” e il contrasto fra il mondo pacifico e ordinato degli Hobbit e la terra scura, infuocata e belluina dei cattivi.
Le rivelazioni ovvero dare un significato ad un fatto, prende forma e concretezza dopo aver raccontato l’evento, dopo averlo ripercorso e solo allora lo vediamo chiaramente e finalmente mettiamo ordine nel caos dei sentimenti. Non necessariamente bisogna trovare una spiegazione perchè come sai la “Vita” è anche genialità creativa e universale e ogni vita è degna di essere raccontata.
Certamente, affidati alle novità e alle proposte di chi sta disegnando su tela una storia unica e irripetibile, un dipinto senza copie o falsi lavorando dal vivo.
Hai lasciato Verona quando hai capito che ne avevi bisogno, l’ascolto della Federica interiore è il tuo punto di forza. Siete rimaste però amiche e reciprocamente vi siete donate qualcosa di voi. Buonanotte un abbraccio Danilo.
Che sia Verona, una persona, un tramonto, ogni cosa per me vale purché abbia il sapore di qualcosa di buono da cui posso imparare.
Ha ragione Lei Danilo, quando parla di genialità creativa: creatività io ne io da vendere, ma di fronte all’estro di qualcosa che inevitabilmente mi sta sopra, non posso far altro che sorridere e farmi da parte (anche se mai passivamente). È tutto in divenire e come ha di nuovi ragione: il devoto ascolto di quel che ho dentro è il mio punto di forza.
La abbraccio con affetto, a settimana prossima!