EP. 5
Buona domenica Danilo,
Come ogni volta che scrivo per Lei, la mia prima preoccupazione è assicurarmi che stia bene.
Sta bene?!
Ultimamente lo sceneggiatore della mia vita deve avere avuto un debole per il grottesco, uno stile che amo, ma col quale ha sicuramente esagerato.
Gli farei fare una perizia psichiatrica, sarò onesta.
Se è vero che ognuno fa quello che può con i neuroni che ha, be’… credo che i suoi abbiano senz’altro tentato di spingersi oltre il loro più nascosto potenziale.
È anche vero che l’arte è una di quelle cose che va lasciata esprimersi a piacere, quindi lo lasceremo fare, vediamo che succede.
Se non fosse di me che si stesse parlando, a questo punto sarebbe un colpo di scena se le dicessi che sono di nuovo in partenza.
Ma siccome qui il tè lo verso io, sono sicura che già avesse intuito quanto prossimo fosse un nuovo momento del genere.
Non ho ancora una vera idea sulla destinazione ultima (strano sarebbe stato il contrario).
Vagherò finché sarà necessario tra Veneto e Toscana.
Non so chi metterà radici per primo fra cuore, gambe e anima: forse alla fine sarò come Mercurio e avrò sempre un paio d’ali attaccato ai piedi.
Di certo c’è che, per fortuna, la mia vita a VA che non va è finita qua (per Lei che legge, in verità, già da qualche settimana).
Andrò a trovarla quando avrò voglia di menti spente, facce stanche e donne scorbutiche…
Ah, e un po’ di amarcord dell’infanzia (ogni tanto il cuore va ricaricato anche con quello)!

