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ANCORA NIENTE DA DIRE

ATROFIA

A volte sintomo e causa giocano a saltare sui piatti di una bilancia che dovrebbe determinarne la priorità di gestione.
Nei fatti e disfatti della psiche uno è importante quanto, meno e più dell’altra allo stesso tempo.
Lo so, è incredibile.
In questa vita piena di stress, gasolio al rialzo, inflazione, truffe e deficienze artificiali, una delle delinquenze peggiori è quella d’esser fregati dall’esaurimento.
Noi ne ridiamo e ci dimentichiamo di come essere oltremodo stanchi e inconcepibilmente sovrastimolati causi un indebolimento organico del nostro corpo, a partire dalla perdita di tono nei muscoli, nella pelle.
Atonia muscolare: non ci salverà il botox.
Atrofia cerebrale: subiamo la nostra e quella degli altri.
Per salvarsi da questa, forse Caronte ha messo a disposizione un numero verde.
Tra le conseguenze dell’atrofia cerebrale, che è un danno strutturale del cervello spesso irreversibile, c’è l’afasia.
Come tutte le parole che solo a dirle si vince un viaggio nella storia, “afasia” deriva dal greco e sta a significare “senza voce”.
Afasico è chiunque abbia perso la capacità di esprimere le parole a seguito di lesioni di aree del cervello deputate a quest’attività.
Beh, ora che mi guardo intorno ce n’è parecchi di afasici!
Come tutta questa gente che arriva dai piani alti e non saluta.
Pensate che male deve stare ad avere il lobo frontale permanentemente danneggiato!
E quel CEO che deve sicuramente aver avuto un ictus, perchè ogni volta che arriva non riesce proprio a rispondere al mio “Buongiorno”.
La sua area di Wernicke dev’essere così lesa da farlo stare male e poi sembra quasi che non mi veda, ma io lo so che tra i sintomi dell’atrofia cerebrale c’è anche l’offuscamento della vista!
Sereno Luca: non sei uno stronzo, sei solo malato.

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