IDIOZIA
Quando me lo concedo, ciò che lascio fare al prossimo è sorprendermi o sconcertarmi.
La prima capita molto raramente, sarà per la mia segreta mania di voler avere tutto sotto controllo.
Che in fin dei conti sorprendere me non è nemmeno così arduo: basta un niente ma fatto con impegno.
La seconda faccio in modo che accada quando sono in magra con la scrittura.
Va da sé che di recente mi sia fatta sconcertare spesso.
Allora mi chiedo se l’esperimento sociale sia io o il mondo che Dio m’ha messo intorno…
Nel linguaggio comune, l’idiozia raccoglie tutto quello che somiglia ad una “profonda stupidità, scarsa intelligenza o un’azione, un’affermazione sciocca”.
Di fresco ho proprio capito (‘che l’ho sempre saputo) che ricoprire un certo tipo di ruolo, avere dei titoli di studio ampollosi, non salva dall’idiozia.
No, non salva dall’idiozia, perchè, se possibile, ne fa da cassa di risonanza e la amplifica.
Una laurea è come una malattia infettiva per la profonda stupidità e più laureati ci sono nella stessa stanza, più rapidamente il contagio si propaga.
La Sindrome del Savant, avete in mente?
Parlavo al telefono con un malato di questi.
Il quadro clinico mostrava un’insufficienza delle funzioni cognitive, di pari passo con lo sviluppo straordinario di un’abilità particolare.
Be’, il mio interlocutore, all’udire la mia voce di femmina, s’era tutto acceso; bonario, disponibile, ma anche cascamorto, un po’ marpione.
“Tesoro ricordami il tuo nome, perchè siete così tante, tutte bellissime, e a me, tutte queste donne mandano in confusione!”
La Sindrome del Savant e la confusione delle donne…
Fuga di cervelli? Vi prego, portatevi via anche quelli che sono rimasti!

