UNCINO

Come il disorientamento sia quotidiano quando ci chiamano “grandi”.
Ma siamo grandi abbastanza per cosa? Per perderci senza piangere e invocare la mano di mamma? Siamo grandi per fantasticare?
E ci sintonizziamo sulla frequenza di un’equilibrata perdizione che ci mantiene in stasi, catatonici, attaccati a cose ed emozioni inutili. Che ci connette a persone che si muovono come macchine a cui viene detto “Tu non devi pensare”.
Come non diventare grandi, mi stai chiedendo? Be’, se avessi una vera risposta questo articolo nemmeno esisterebbe. Ma penso che per non diventare grandi “così”, si debba giocare ai pirati. Sai come fa un pirata? Lui naviga per le acque come un Nettuno ed esplora il mondo come un Ulisse. Bramosia scorre nelle sue vene, mista a bollicine di adrenalina che è come ossigeno per lui. Ed erra senza paura, rincorrendo le tracce di un vecchio tesoro perduto.
Ma cosa fa di un pirata un vero capitano? Il borbottare perpetuo dei suoi pensieri, l’ardente desiderio di trovare il suo tesoro, la gaiezza del solcare le onde e unirsi al mare ed infine la volizione di condividere e festeggiare il bottino con il suo fidato equipaggio.

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Un pensiero riguardo “UNCINO

  1. Ciao
    Ho visto che sei passato da me nel mio blog
    Grazie
    Mi ha fatto molto piacere.
    È stata una bella occasione per farmi visitare il tuo blog.
    Da ora ti seguo e spero che ricambi seguendo il mio blog anche tu.
    Ciao e buona giornata
    Natalia

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